26 settembre 2017 Mafie: 11 beni confiscati tornano ai cittadini e a chi ha più bisogno Centri antiviolenza, strutture per mamme in difficoltà, uno spazio per i fedeli e per attività didattiche. In tutto il Lazio gli undici beni confiscati alla criminalità organizzata saranno ristrutturati grazie ai 640 mila euro stanziati dalla Regione

di Lorenzo De Cicco, Il Messaggero, 23 settembre 2017

Erano i fortini delle cosche, ora diventeranno ricoveri per disabili, centri anti-violenza, strutture per mamme in difficoltà, ci sarà spazio perfino per i fedeli della Chiesa ortodossa della comunità romena. Una cosa, dice il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, deve essere chiara “Nemmeno un metro quadro di questa nostra Regione deve essere lasciato alla criminalità”. Ecco perché la Pisana ha stanziato 640mila euro per finanziare la ristrutturazione di 11 beni confiscati alla criminalità organizzata. E il mese prossimo la Regione metterà a bando altri quattro appartamenti confiscati a Roma e provincia, sparsi tre la Magliana, Fonte Nuova, Marino e Santa Marinella. Quindici immobili in totale, sottratti a business del malaffare e ora rimessi in pista con una finalità sociale.

I LUOGHI

Come il villone sequestrato ai Casamonica e consegnato, un mese fa, a un’associazione che aiuta i bambini autistici. Non è un progetto isolato. Pochi giorni fa sono stati assegnati i fondi per ristrutturare i primi 11 immobili. Alla Montagnola, in via Barbana, proprio a ridosso del parco dedicato a Falcone e Borsellino, verrà allestito un progetto della Banca del Tempo, per favorire “lo scambio di servizi e saperi”, come ha spiegato la Regione. A Pomezia un alloggio confiscato alla criminalità organizzata ospiterà una struttura per le donne vittime di violenza; a Marino un immobile con un terreno da 1.500 metri quadri diventerà un centro educativo.

A Monterotondo uno spazio strappato al racket verrà affidato alla diocesi ortodossa romena d’Italia, diventando un luogo di preghiera. E ancora: a Formello “villa Sandra” accoglierà minori in difficoltà; allargando la prospettiva alle altre province del Lazio, a Terracina nascerà una casa per disabili rimasti senza genitori; a Sermoneta un immobile verrà trasformato in un centro polivalente per “famiglie con minori, anziani, disabili e immigrati”; sulla provinciale Nepi-Sutri un insieme di terreni e fabbricati ospiterà i tossicodipendenti attraverso “un percorso terapeutico di attività socio-riabilitative e di formazione al lavoro”, come informano dalla Pisana. Altri terreni a Latina, Priverno e Spigno Saturnia verranno dati in concessione agli istituti agrari della zona affinché li utilizzino per l’attività didattica.

È una mappa destinata ad allargarsi. Nel Lazio gli immobili confiscati alle mafie sono 1.891, ricorda Gianpiero Cioffredi, a capo dell’Osservatorio regionale per la sicurezza e la legalità. “È anche per questo – dice – che la Regione ha raccolto la sfida di rilanciare il riutilizzo sociale dei beni confiscati, un valore culturale, etico ed educativo nella lotta alle mafie che abbiamo il dovere di riaffermare con forza”.

Per Rita Visini, l’assessore alle Politiche sociali della Regione, “restituire ai cittadini i beni appartenuti alla criminalità organizzata è un risarcimento doveroso per chi ha dovuto subire la presenza oppressiva delle mafie nella propria comunità. Grazie alle ristrutturazioni finanziate dalla Regione, questi spazi torneranno ad essere vivi e aperti a tutti per creare nuovo valore sociale”.


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
PUOI LEGGERE ANCHE
parajumpers outlet