27 luglio 2014 Cinque mosse per la svolta del Lazio Ci dicevano ‘’non ce la farete mai’’, ora possiamo dire con orgoglio che la nostra Regione sta cambiando. Ecco cosa abbiamo fatto e cosa stiamo facendo, scopri il nostro modello

Nei giorni scorsi abbiamo firmato il contratto con il Ministero dell’Economia per abbassare gli interessi sui mutui che stiamo pagando per coprire il disavanzo sanitario che abbiamo trovato. Non ci fermiamo qui ma andiamo avanti con tagli e risparmi. Grazie a questo accordo risparmieremo 90,5 milioni di euro l’anno senza tagliare i servizi ma soltanto rimodulando gli interessi che la Regione paga sui mutui contratti nello scorso decennio.

Abbiamo voluto riassumere in cinque mosse il nostro modello:

La prima mossa: aggredito il macigno dei 12 miliardi di debiti commerciali che avevano portato la Regione sull’orlo del fallimento e, aderendo all’opportunità del Dl 35 per il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione, stiamo restituendo 7,2 miliardi di euro di pagamenti dovuti alle imprese e agli enti locali. 5,4 miliardi già pagati, 1,8 miliardi in pagamento, da subito, se verranno allentati i vincoli del Patto di Stabilità.

La seconda mossa, l’abbattimento dei tempi di pagamento delle imprese e dei fornitori. Al nostro arrivo erano di 1000 giorni per i fornitori e di 254 giorni per il settore della sanità. Ora i tempi sono stati dimezzati, rispettivamente a 500 per i fornitori e 150 giorni per il settore della sanità, con l’obiettivo di arrivare a 90 giorni entro la fine dell’anno.

La terza mossa, lo sblocco delle risorse per lo sviluppo. In primo luogo, con il recupero e la rimodulazione dei fondi europei della programmazione 2007-2013 che rischiavano di andare perduti. Ma, soprattutto, con la nuova programmazione e una scelta fondamentale: dare vita per la prima volta a una programmazione unitaria di tutte le risorse disponibili, per un totale di 4,1 miliardi, concentrando il 90% delle risorse su 45 progetti concreti e trasparenti che contribuiranno a cambiare il volto del Lazio. Basta finanziamenti a pioggia, soldi che si disperdono in mille rivoli. E basta con gli annunci fatti con soldi virtuali. Progetti privi di copertura che restano sulla carta e nelle promesse elettorali. Il Lazio torna a investire nello sviluppo e lo fa con soldi veri e un chiaro cronoprogramma. Così, non con le chiacchiere, cambia la vita dei cittadini e dei territori.

La quarta mossa, risparmiamo tagliando gli sprechi e non i servizi. È l’impegno che stiamo portando avanti in questi mesi: trovare nuove fonti di risparmio, senza tagliare i servizi ai cittadini, non solo con la ristrutturazione del debito, ma, soprattutto, con una revisione della spesa che colpisce gli sprechi e le sacche di inefficienza che ostacolano il lavoro della pubblica amministrazione. Per questo in un solo anno abbiamo tagliato 153 poltrone nei Cda e negli organismi di controllo delle società e degli enti della galassia regionale, portando avanti importanti operazioni di razionalizzazione, come l’accorpamento delle 5 società che si occupano di sviluppo economico in una sola società. Con queste misure e con il lavoro della centrale unica degli acquisti abbiamo già messo a sistema oltre 200 milioni di risparmi l’anno e puntiamo ad arrivare a 400 milioni. Un altro capitolo riguarderà la valorizzazione del patrimonio, resa possibile dal lavoro di classificazione portato avanti negli scorsi mesi con l’agenzia del demanio che ci ha consentito di classificare oltre 6mila unità immobiliari del patrimonio regionale per un valore di circa 1,4 miliardi di euro. Le risorse recuperate attraverso l’alienazione del patrimonio saranno indirizzare all’abbattimento ulteriore del debito e alla riduzione degli oneri finanziari a carico della regione, liberando nuove risorse di bilancio.

La quinta mossa, uscire dal Commissariamento della Sanità.  È forse la mossa più decisiva e difficile, ma ormai a portata di mano, visto che la abbiamo inserita nei programmi operativi condivisi con il governo: portare il Lazio fuori dal Commissariamento della Sanità, raggiungendo il pareggio di bilancio entro la fine del 2015, e destinando l’extragettito della manovra fiscale alla riduzione delle tasse, agli investimenti e ai servizi per i cittadini.

Quelli che proponiamo non sono solo obiettivi contabili. Vogliamo dimostrare che un bilancio sano può migliorare la vita delle imprese e delle persone. Ricomporre la frattura tra risanamento e sviluppo, conti in regola e vita delle persone. Anche questa è “buona politica”.


Tag: Blog
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