24 marzo 2017 L’Europa sia il campo e il cuore della nostra battaglia politica Arriviamo ai 60 anni dei Trattati di Roma, il primo passo dell'Europa unita, con tante incertezze e alcuni segnali di speranza. Serve uno scarto, un cambio di passo, in cui la politica è chiamata a giocare tutto il proprio ruolo. È con la politica, insomma, che bisogna rispondere al messaggio, tutto politico, dell'antieuropeismo

Arriviamo ai 60 anni dei Trattati di Roma, il primo passo dell’Europa unita, con tante incertezze e alcuni segnali di speranza. Siamo a un tornante difficile. Continua la crisi economica, occupazionale, la fiducia della popolazione nella costruzione europea è ai minimi. Ancora scossi dal trauma della Brexit, viviamo con il fiato sospeso l’avvicinarsi di elezioni nazionali che sentiamo d’improvviso cruciali anche per noi. Tra poco la Francia, subito dopo la Germania, tutti passaggi legati da un filo comune e oramai molto visibile.

C’è, in questo quadro, qualche segnale positivo ci fa vivere con un po’ più di fiducia l’anniversario che sabato si celebrerà a Roma. In Olanda la proposta antieuropeista e xenofoba di Wilders è stata respinta. In Germania un europeista come Schulz scuote un elettorato di sinistra in stallo da tantissimo tempo. In Francia il fronte democratico rivendica con orgoglio – finalmente – la scelta europeista, e i cittadini sembrano premiarlo.

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