5 novembre 2013 L’agricoltura torna e creare sviluppo e lavoro Terre ai giovani, risorse ai Comuni, sostegno ai prodotti tipici, attenzione ai mercati esteri, innovazione e ricerca. Ecco i nostri progetti per rilanciare l’agricoltura

L’agricoltura per il Lazio è una risorsa molto importante, ma che in passato è stata sottovalutata.

Ecco un esempio. La Regione ha una agenzia che aiuta l’agricoltura. Si chiama Arsial, ma invece di essere di aiuto è diventata un peso. Negli ultimi anni chi c’era prima di noi ha accumulato debiti per 17 milioni di euro. A questa cifra bisogna aggiungere anche il debito di  1 milione e 650mila euro dovuto alla cattiva gestione dell’Enoteca Palatium che aveva il compito di promuovere i prodotti tipici del territorio e che invece è diventata sinonimo di sprechi.

Abbiamo deciso di intervenire perché è un settore che può creare sviluppo e lavoro e non possiamo permetterci di lasciare solo chi lavora nell’agricoltura.

Ecco il nostro piano.

Paghiamo i debiti alle imprese. Abbiamo già sbloccato 6 milioni di euro per le imprese con cui l’Arsial ha accumulato i suoi debiti. Altri 3 milioni verranno dalla vendita di terreni.

Più opportunità per i giovani. A dicembre pubblicheremo un bando per assegnare le terre ai giovani.

Sostegno ai Comuni. Parte del patrimonio immobiliare dell’Arsial, che è composto da casali, chiese, padiglioni, sarà messo a disposizione dei Comuni, che potranno realizzare progetti  per far ripartire lo sviluppo del territorio.

Aziende più moderne. Vogliamo migliorare le produzioni e far conoscere l’enogastronomia del Lazio. Questo significa usare l’innovazione per migliorare il lavoro delle nostre aziende anche grazie alla partecipazione delle università.

Promozione dei nostri prodotti in Italia e all’estero.  Rafforzeremo la tutela dei nostri prodotti potenziando l’ufficio per le etichette DOP e IGP. Per rendere competitive le nostre eccellenze sui mercati nazionali e internazionali aiuteremo i produttori semplificando le regole e abbattendo i costi.

Formazione professionale dei lavoratori. Metteremo a disposizione dei lavoratori del settore maggiori strumenti di formazione e lo faremo anche rafforzando il legame tra la programmazione turistica e il sistema di promozione dei prodotti.

Non vogliamo più avere società che perdono ogni anno milioni di euro. Questo vale per l’Arsial e per tutte le altre aziende della Regione. Noi i soldi pubblici vogliamo darli solo ai progetti delle aziende che creano lavoro vero. La gestione pubblica non può essere come una mucca da mungere, o qualcosa da azzannare: dobbiamo voltare pagina rispetto al passato.


Tag: Blog
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