26 settembre 2015 Dall’Anac nessuno stop, l’iter amministrativo non è concluso Stamattina è stata riportata su un quotidiano la notizia che ci sarebbe da parte di Anac nei miei confronti una presunta sospensione temporanea del potere di nomina. L'Anac non ha bloccato nessuno, ma ha rimesso al responsabile regionale anticorruzione la valutazione in merito all'esistenza di eventuali responsabilità da parte di chi ha adottato il provvedimento dopo aver effettuato verifiche

Stamattina è stata riportata su un quotidiano la notizia che ci sarebbe da parte di Anac nei miei confronti una presunta sospensione temporanea del potere di nomina. La notizia, come riportata nei titoli questa mattina da un quotidiano, in realtà non è corretta. L’Anac non ha bloccato nessuno, ma ha rimesso al responsabile regionale anticorruzione la valutazione in merito all’esistenza di eventuali responsabilità da parte di chi ha adottato il provvedimento dopo aver effettuato verifiche e anche un contraddittorio. La vicenda infatti è molto controversa.

Nel merito, stiamo parlando della nomina di una Ipab di Gaeta. Gli uffici preposti hanno valutato la candidatura sulla base di un autocertificazione sottoscritta che escludeva la sussistenza di elementi di inconferibilità. Infatti la stessa responsabile anticorruzione regionale, interloquendo con Anac, ha scritto che non potevano essere ravvisati elementi di rischio da tali autocertificazioni. Quando sono emersi, a seguito di esposti, è stata la stessa Regione e non l’Anac a revocare immediatamente la nomina. Mi sembra evidente che se venisse sospeso il mio potere di nomina per aver revocato una nomina fatta sulla base di un’autocertificazione falsa, ci troveremmo di fronte a una profonda illogicità.

Gli uffici, come previsto dalla legge italiana, verificano le autocertificazioni a campione come tutte le pubbliche amministrazioni italiane. E in modo totale solo in casi di primaria importanza, per esempio nomine di manager della sanità o grandi società, e a campione nei casi di piccoli enti come in questo caso. Altrimenti verrebbe meno il principio stesso di semplificazioni introdotto con l’autocertificazione. Se si affermasse il principio che nella Pa italiana il principio dell’autocertificazione non è più valido, sarebbe un’immensa novità.

Attendiamo le conclusioni dell’iter amministrativo e poi faremo tutte le valutazioni opportune. Lo stesso documento dell’Anac segnala rigidità e anomalie della legislazione e sottolinea come il Parlamento aveva più volte già segnalato la necessità di modifiche legislative. Rilievi che faccio miei e mi permetto di segnalare al Parlamento e al Governo italiano perché, al di là di questo caso, si paventa un rischio concreto di confusione in tutta la pubblica amministrazione. E, soprattutto, di scaricare su persone che fanno il loro dovere le contraddizioni di una legislazione che, come vediamo, è controversa. Quindi attendiamo la conclusione dell’iter amministrativo che, come ripeto, non è affatto concluso e poi vedremo le valutazioni del caso.

Aspettiamo con serenità  la chiusura dell’iter sulla vicenda sull’Ipab di Gaeta. Nel frattempo ricordiamo che la Regione Lazio è intervenuta su quell’Ipab facendo nostre le censure rivolte proprio da Anac sulla gestione dell’Ipab stessa. Lo sforzo della Regione è stato quello di ripristinare la legalità mediante il Commissariamento dell’ente. La nomina originaria, seppure annullata, era perciò necessaria per interrompere una conduzione dubbia e criticabile dell’ente, come riconosciuto dalla stessa Anac. Questo a conferma della sintonia tra Regione ed Anac sulle politiche di contrasto alla corruzione che vedono i due enti cooperare proficuamente, come nel caso della vigilanza sugli appalti.

 


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