2 ottobre 2015 Nei pronto soccorso medici e infermieri per stare vicini alle donne vittime di violenza A breve in tutti i pronto soccorso del Lazio saranno operative delle squadre di esperti composte da personale medico e infermieristico in grado di riconoscere subito i segni della violenza. La sospetta vittima sarà accompagnata in una stanza dedicata che garantisca tranquillità e dotata di tutto il necessario

Medici e infermieri sono spesso le prime e non raramente le uniche persone, esterne al nucleo familiare, che arrivano a vedere le conseguenze fisiche e psichiche della violenza che una donna può aver subito. Per questo è molto importante che il personale sanitario sappia accogliere e comprendere la situazione di chi ha subito una violenza.

Squadre di esperti per supportare le donne vittime di violenza in tutti i pronto soccorso. Una donna o un bambino vittima di violenza non possono sentirsi mai dire ‘questo non è di mia competenza’, o subire uno stillicidio di domande ripetute all’infinito da una serie di operatori. Per questo a breve introduciamo una novità molto importante, in tutti i pronto soccorso del Lazio saranno operative delle squadre di esperti composte da personale medico e infermieristico in grado di riconoscere subito i segni della violenza.

Sempre più vicini alle donne e ai bambini vittime di violenza. L’obiettivo di questa iniziativa è conoscere il fenomeno della violenza di genere, riconoscere i segnali della violenza e  interagire con i vari operatori coinvolti per garantire l’attivazione di una “Rete” che sia in grado di proteggere le donne e i bambini, coinvolgendo Forze dell’ordine, Polizia locale, servizi sociali territoriali, associazioni e centri anti stalking.

La rete dovrà essere in grado di riconoscere e segnalare  i casi di violenza anche se la vittima non ha necessità di ricorrere alle cure mediche. L’assistenza psicologica e “materiale” nei confronti della vittima scatta invece nella presa in carico successiva, con i centri anti-violenza o le altre associazioni di aiuto.  La sospetta vittima dovrà essere accompagnata in una stanza dedicata che garantisca tranquillità e dotata di tutto ciò che si rende necessario per la visita e l’eventuale accesso in borghese di polizia o carabinieri, per raccogliere testimonianza o denuncia.


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