23 luglio 2017 Al San Camillo maghi del bisturi e radiologi al top I nuovi primari sono eccellenze del settore: il chirurgo vascolare Nicola Mangialardi, il radiologo Roberto Cianni o il pediatra Vito Briganti. I prossimi reparti coperti dai nuovi primari a tempo indeterminato saranno Ematologia, Gastroenterologia, Endoscopia e Medicina interna

di Carlo Picozza, la Repubblica, 23 luglio 2017

È partita la campagna acquisti di primari e il San Camillo prova ad affidare a “tempo indeterminato” il timone dei suoi reparti. Sono arrivati nelle corsie di Monteverde il chirurgo vascolare Nicola Mangialardi (sbarcato dal San Filippo Neri che è stato declassato da azienda a presidio ospedaliero), il radiologo interventista Roberto Cianni (dall’ospedale Santa Maria Goretti di Latina ), il chirurgo pediatra Vito Briganti (interno) e il chirurgo toracico Giuseppe Cardillo ( anche lui interno, già nell’équipe di Massimo Martelli). Intanto, il 23 giugno scorso, è stato chiuso il concorso per la direzione della divisione di Ginecologia-Ostetricia e la scelta è caduta su Maria Giovanna Salerno che approderà al San Camillo dall’ospedale universitario di Pisa.

 La caccia ai primari continua. Le prossime tappe dovrebbero interessare la divisione di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva, la Pediatria, la Medicina interna e l’E- matologia. «Tempo qualche mese, forse anche entro settembre», annuncia Fabrizio d’Alba, direttore generale del San Camillo che con il San Giovanni si divide lo status di azienda ospedaliera del Lazio, «sarà completato l’assetto organizzativo nella direzione di importanti aree cliniche del più grande ospedale della regione». «La riorganizzazione dei vertici in corsia», continua, «farà da perno al consolidamento e al rilancio delle attività cliniche strategiche dell’ospedale”. È di qualche giorno fa, però, la decisione della Regione di mettere sotto Piano di rientro il San Camillo, complice un deficit ormai alle stelle, 161 milioni, il più alto tra quelli di sei ospedali uniti dalla stessa sorte: con il San Camillo, il San Giovanni, il policlinico Umberto I, il Sant’Andrea, e gli Ifo (Istituti fisioterapici ospitalieri: Regina Elena e SanGallicano ).

«Con il rafforzamento delle direzioni di reparti importanti e il rilancio delle attività», conclude d’Alba, «puntiamo anche a recuperare risparmi ed efficienza escludendo la strategia e la pratica di soli tagli lineari». Intanto, una delle new entry del SanCamillo, il chirurgo vascolare Mangialardi, ha inaugurato la sua attività con un intervento unico al mondo, l’impianto di una protesi che, per la sua capacità di adattamento all’altra toracica e una precisione mai assicurata prima, può essere collocata nel punto della lesione senza rischi di un nuovo intervento. Il dispositivo, impiantato il 19 luglio scorso, dall’inguine, ha raggiunto l’arteria più grande e più vicina al cuore, attraverso i vasi sanguigni e ha ridato vita nuova a un paziente-medico sessantenne la cui aorta era ormai inservibile perché dilatata e sfaldata da rotture dello strato più interno (dissecata).

«È la prima volta» spiega Mangialardi «che viene impiegata per la dissezione dell’aorta toracica una protesi così rivoluzionaria da permettere, grazie alla sua versatilità estrema, di essere posizionata nel punto preciso della lesione abbattendo in modo considerevole il rischio di interventi successivi».


Tag: Blog
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