27 marzo 2014 Basta ai prodotti pagati il triplo: con una nuova norma risparmiano 15 milioni di euro Negli anni scorsi, un plantare ortopedico dello stesso tipo aveva un costo che variava dai 5 ai 30 euro. Queste differenze hanno generato enormi sprechi. Noi abbiamo introdotto nuove modalità di acquisto e risparmiamo 15 milioni di euro

Nelle Asl e negli ospedali abbiamo trovato una vera e propria giungla dei prezzi per l’acquisto dei prodotti. Questa enorme confusione e differenza ha significato per anni uno spreco enorme di risorse che potevano essere impiegate meglio: maggiori servizi alle persone, strutture più moderne e funzionali. Noi abbiamo detto basta per porre fine a questa totale disorganizzazione.

Negli anni scorsi, un plantare ortopedico dello stesso tipo aveva un costo che variava dai 5 ai 30 euro. Lo stesso apparecchio oscillava dai 200 ai 600 euro. Le forniture di rotolini di carta per le macchinette assegna-numeri, quelle che dovrebbero mettere ordine nelle file agli sportelli delle Asl, venivano pagate in alcuni casi 20 euro, in altri 500. Era uno sperpero intollerabile e insensato.

Abbiamo introdotto un prezzo medio di riferimento per i materiali che si usano nelle corsie ospedaliere, in sala operatoria e negli ambulatori pubblici.  

Abbiamo risparmiato più di 15 milioni di euro. Possiamo recuperare queste risorse e trasformare gli sprechi in servizi utili e all’avanguardia, per curare meglio ed essere vicini a chi ne ha bisogno.

Basta alle spese stellari. Pagare cifre tre volte superiori per uno stesso prodotto è uno spreco inaccettabile, soprattutto in un momento di crisi come questo in cui le famiglie sono costrette ad affrontare ogni giorno tante difficoltà.

Eliminiamo i costi inutili. Il modello di sanità che vogliamo costruire non si basa solo sui numeri di un bilancio. I tagli lineari e indiscriminati fatti in passato non hanno portato a un risparmio effettivo, ma solo a una diminuzione dei servizi offerti. Noi vogliamo tener conto del bilancio, ma non ci dimentichiamo che il diritto alla salute è previsto dalla nostra Costituzione e vogliamo garantirlo.

Abbiamo evitato i ricorsi da parte dei produttori e fornitori, perché non abbiamo stabilito il prezzo più basso possibile, ma abbiamo fissato un tetto massimo.

È solo l’inizio. Cominciamo con 102 prodotti sugli oltre 4 mila dell’intera gamma, per assistere e curare nei centri sanitari pubblici i 5 milioni e 700mila cittadini del Lazio. Bisogna uniformare questi costi per l’acquisto di siringhe, i fili per sutura, i chiodi ortopedici, le forbici, le pinze operatorie, le garze, le flebo, i cateteri venosi e gli stent coronarici.

Stiamo cambiando la sanità, per renderla più equa e vicina ai bisogni reali delle persone.


Tag: Blog
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