26 novembre 2013 Abbiamo salvato la Regione dal fallimento e aumentiamo le risorse per sviluppo e sociale Quando siamo arrivati alla Regione abbiamo ereditato un bilancio con 12 miliardi di euro debiti commerciali: cioè debiti non pagati con le imprese, i fornitori, gli enti locali. Il rischio era quello del crac di bilancio, come la Grecia, cioè di non poter pagare gli stipendi e la rata del mutuo del debito. Abbiamo scongiurato questo pericolo e avviato una nuova politica economica: diminuiamo le spese e aumentiamo le risorse per lavoro e formazione, sviluppo, turismo e cultura

Oggi sono più sereno, abbiamo salvato il Lazio dal crac. Quando siamo arrivati ci siamo trovati di fronte un macigno di 12 miliardi di debito. Il rischio era di fare come la Grecia, di non poter pagare gli stipendi e i debiti.

Con il nuovo bilancio avviamo una nuova politica economica: diminuiamo le spese e aumentiamo le risorse per lavoro e formazione, sviluppo, turismo e cultura.

Scongiurare la crisi finanziaria della Regione

Quando siamo arrivati alla Regione abbiamo ereditato un bilancio con 12 miliardi di euro debiti commerciali: cioè debiti non pagati con le imprese, i fornitori, gli enti locali – che a loro volta hanno accumulato per questo debiti con le imprese e i loro fornitori.

Quello che avevamo di fronte era uno scenario drammatico:

–       Le imprese avrebbero messo in mora la Regione per miliardi di euro.

–       Prima avremmo smesso di pagare gli stipendi. Poi avremmo smesso di pagare la rata dei mutui sul debito pregresso. Questo avrebbe significato il crash del bilancio regionale.

–       I comuni avrebbero chiuso, i servizi si sarebbero fermati, migliaia di imprese sarebbero fallite.

–       Il governo avrebbe commissariato la Regione imponendo una politica draconiana di tagli a servizi e tasse.

Per questo, la priorità assoluta dall’insediamento del nostro lavoro è stato aggredire e risolvere questo problema, e in questo senso è stata colta l’opportunità del DL 35 varato dal Governo Monti per il pagamento dei debiti accumulati dalla P.A.

Il Lazio è stata la prima Regione italiana a firmare il contratto con il governo per il pagamento dei debiti, ottenendo subito il riconoscimento di oltre 5 miliardi.

A questi si conta di aggiungere nel corso del 2014  altri 3 miliardi di euro che sono stati richiesti sulla base delle nuove risorse liberate dopo l’estate dal governo.

Grazie a questa operazione, il debito commerciale della Regione ha iniziato una parabola discendente: da 12 miliardi del 2012, a 10,4 miliardi nel 2013, a 6 miliardi nel 2014.

L’immissione di 8,3 miliardi rappresenta uno shock positivo per il sistema economico.

–       liberando risorse immobilizzate che le imprese utilizzeranno per nuovi investimenti;

–       salvando posti di lavoro che altrimenti sarebbero persi.

–       migliorando il clima psicologico della nostra economia e le aspettative di investimento degli imprenditori.

Applicando un modello econometrico, si ha una stima di impatto sul PIL pari a + 0,7 / + 1% l’anno per i prossimi tre anni, per un aumento totale tra il 2,1% e il 3%.

Avviare un cambiamento strutturale e sostenere lo sviluppo

Apriamo una fase straordinaria di innovazione della spesa pubblica e dimostrare che si può spendere meno ma spendendo meglio e, spendendo meglio, tornare a svolgere il vero compito di un’amministrazione pubblica: garantire la qualità dei servizi, sostenere le imprese e il lavoro, promuovere un nuovo modello di sviluppo più equo, più competitivo e più sostenibile per rilanciare la nostra regione.

Come è noto, lo Stato per sbloccare i fondi del DL 35 ha imposto una copertura derivante da entrate certe (non quindi dalla proiezione di interventi di contenimento o riorganizzazione della spesa come quelli da noi avviati) pari ad almeno 445 milioni di euro per pagare la rata del mutuo.

Per questo, come già previsto nel bilancio 2013, lo Stato ha imposto al Lazio – così come alle altre Regioni che hanno usufruito in modo estensivo del DL 35: Piemonte, Campania, Sicilia –  di inserire nella legge di copertura un innalzamento progressivo dell’aliquota Irpef pari a +0,6% nel 2015 e un ulteriore +1% nel 2016.

Con i numeri del bilancio regionale che abbiamo ereditato, confermare l’aumento Irpef dello 0,6% nel 2015 è inevitabile. Molto hanno pesato anche i debiti fuori bilancio scoperti in questi mesi.

–       Oltre 700 milioni per il TPL di Roma

–       Oltre 100 milioni per le RSA

–       Oltre 10 milioni per i contributi ad enti culturali

Si tratta comunque, di un aumento delle aliquote che sarà limitato e fortemente progressivo nei suoi effetti reali. Su poco meno di 3 milioni di contribuenti:

–       Quasi un milione di contribuenti (il 32%) non pagherà nulla (fino a 15mila euro di reddito) 

–       Oltre un milione di contribuenti nella fascia mediana di reddito (oltre il 40%, con redditi fino a 35mila euro) paga in media 3,25 euro al mese. 

–       Per gli altri parliamo di aumenti per lo più contenuti tra i 10 e i 20 euro.

L’obiettivo è ridurre le tasse dal 2017 e scongiurare dal prossimo anno il nuovo aumento dell’1% imposto dal governo e avviare – in misura ancora da determinare – la riduzione della pressione fiscale sui cittadini e sulle imprese. Un obiettivo possibile grazie al recupero dell’extragettito sanitario previsto in ulteriore crescita rispetto al 2014 e alla concretizzazione di oltre 500 mln di euro di risparmi di spesa, ottenuti grazie alle scelte portate avanti dalla Giunta Zingaretti e del nuovo Consiglio Regionale, che diventeranno strutturali nei prossimi tre anni, in particolare:

  • i risparmi di spesa della Spending Review e il taglio dei costi della politica – 87 milioni di euro l’anno;
  • risparmio sugli acquisti dei prodotti con l’ampliamento e lo sviluppo della centrale unica sia in ambito sanitario che con riferimento agli altri ambiti di spesa – 120 milioni di euro l’anno;
  • la dismissione del patrimonio regionale – 100 milioni di euro l’anno;
  • il contenimento delle spese di personale – 15 milioni di euro l’anno;
  • la ristrutturazione del debito regionale – 90 milioni di euro l’anno;
  • l’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 9 del D.lgs. 68-2011 in materia di riversamento di una quota dei proventi derivanti dal contrasto all’evasione fiscale in  materia di IVA – 120 milioni di euro l’anno.

Alcuni dati del bilancio 2014

La Regione torna a sostenere fortemente quei settori che sono stati più penalizzati negli anni passati e che invece rappresentano un fondamentale valore aggiunto nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo:

Cultura + 48% (7,5 milioni aggiuntivi rispetto al 2013)

Agricoltura e sviluppo rurale + 40% (28,5 milioni aggiuntivi)

Turismo + 197% (6 milioni aggiuntivi)

2. La Regione sceglie di confermare e aumentare le risorse per la trasformazione e l’innovazione del nostro sistema economico e per la crescita del capitale umano:

Attività produttive + 9% (3 milioni aggiuntivi)

Lavoro + 3% (1,8 milioni aggiuntivi)

Formazione + 5% (3,5 milioni aggiuntivi)

3. La Regione torna a investire nella coesione sociale come fattore essenziale di un nuovo modello di sviluppo. Senza solidarietà non c’è crescita economica. Avevamo detto mai più un euro di tagli, ma siamo andati oltre.

Sociale + 10% (14, 5 milioni aggiuntivi)

Salute integrazione sociosanitaria + 13% (2,5 milioni aggiuntivi)

È aperto un cantiere di innovazione che non si ferma a questo bilancio, ma attraversa tutta l’azione di governo sulla base di 2 modalità di lavoro rivoluzionarie, a cui questo bilancio dà solidità, concretezza e prospettiva.


Tag: Blog
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