1 marzo 2012 Bob Kennedy, il Pil e la Provincia di Roma

Quarant’anni fa, Robert Kennedy tenne un discorso sulla reale ricchezza delle Nazioni e sul PIL. Tre mesi dopo fu assassinato.

Parlava del Pil, un dato che viene costantemente citato come indicatore della ricchezza di un Paese ma che in realtà non ci dice molto perchè contiene i dati su tutti i beni prodotti e non distingue quelli che creano benessere da quelli che invece peggiorano la nostra qualità della vita.

Il Pil contiene anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, la produzione di armi, missili e testate nucleari.

Il Pil non è sufficiente, quindi, a misurare la qualità della vita delle persone.

Servono altri indicatori, su questo tema alla Provincia di Roma, stiamo lavorando da tempo e lunedì 5 marzo presenteremo i risultati del nostro lavoro (link), raccolti nel volume “Nuovi indicatori di benessere” predisposto nell’ambito del Progetto strategico.

Qui puoi guardare il video del discorso di Robert Kennedy, trasmesso nel corso di una puntata della trasmissione di Rai Tre Report:

Di seguito trovi il testo integrale del discorso “Il nostro benessere” di Robert Kennedy:

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle […]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini.

Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. […] Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.


Tag: Blog
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