25 ottobre 2014 Arsenico: al lavoro per chiudere la vicenda della rete inquinata Quando siamo arrivati molti comuni della provincia di Viterbo vivevano il dramma dell’arsenico nell’acqua. Una sostanza pericolosa per la salute delle persone e che creava disagi enormi alle famiglie e alle imprese di questa provincia, ricca di bellezze artistiche e ambientali. Dopo anni di emergenza, in pochi mesi abbiamo bonificato 34 siti e a breve chiuderemo la vicenda della rete idrica inquinata

Nella provincia di Viterbo l’acqua era contaminata dall’arsenico. Una sostanza tossica che ha messo a repentaglio la salute di tante persone e ha compromesso l’agricoltura, il turismo e quindi l’economia di un’intera provincia.  Da quando siamo arrivati stiamo affrontando il problema per tutelare la salute delle persone e per valorizzare un territorio di rara bellezza.

Abbiamo bonificato 34 siti, grazie alla realizzazione dei dearsenificatori nei comuni interessati. Abbiamo inserito questi dispositivi all’interno degli acquedotti per filtrare e depurare le acque.  Ci siamo attivati subito per portare a termine i lavori più urgenti.

I livelli di arsenico nell’acqua sono rientrati nei limiti. Controlleremo che siano sempre rispettati, per garantire una soluzione di lungo periodo e perché nessuno debba più bere o lavorare con acqua contaminata.

Stiamo collaudando tutti gli interventi e le opere che abbiamo realizzato perché i filtri siano sempre in funzione e l’acqua sia sempre potabile.  In questi mesi siamo intervenuti anche sulle fonti che richiedono interventi minori.

A breve chiuderemo la vicenda della rete idrica inquinata, che è stata gestita con elementi strutturali medievali. I potabilizzatori sono una pezza che risolve provvisoriamente ma costano. La rete va rifatta in larga parte del territorio, dobbiamo metterci in testa che vanno fatti investimenti per centinai di milioni di euro.

Dobbiamo unire le competenze. In Toscana e in Umbria stanno facendo un vero e propria rivoluzione dell’acqua unendo tutta la gestione idrica regionale in un’unica agenzia: noi abbiamo una parcellizzazione delle competenze che andava bene nel medioevo. Dal primo gennaio 2015 dobbiamo cambiare tutto, oppure non ce la faremo mai.

Conosciamo il valore dell’acqua, una risorsa che vogliamo garantire a tutti i cittadini e le cittadine del Lazio. Il territorio di Viterbo ha grandi tesori e merita tutta la nostra attenzione, questo intervento è il primo tassello per farlo ripartire. Se non cambieremo tutto ci porteremo dietro questo problema per anni.


Tag: Blog
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