18 luglio 2014 La Valle del Sacco torna sito di interesse nazionale: più risorse per la bonifica, 70 milioni da fondi Ue Più di un anno fa il ministero dell'Ambiente ha declassato a sito di interesse regionale il 'Bacino del fiume Sacco'. Dopo 30 anni dobbiamo passare dalla fase dell’emergenza a quella della programmazione. Vogliamo realizzare entro pochi anni interventi capaci di ridare un futuro agli agricoltori che hanno perso tutto, ai giovani che vogliono scappare e agli operai di fabbriche oggi chiuse

Vittoria! La Valle del Sacco torna sito di interesse nazionale: questo significa più fondi per la bonifica di questo territorio, che è stato maltrattato da decenni di scelte sciagurate. Quest’area comprende 52 comuni tra le province di Roma e Frosinone coinvolti nella contaminazione dei complessi industriali.

Il percorso della bonifica. Nel 2005 il ‘Bacino del fiume Sacco’ è stato individuato come sito di interesse nazionale: più di un anno fa il ministero dell’Ambiente lo ha declassato a sito di interesse regionale. Contro questa decisione, che di fatto significava meno risorse per la bonifica, abbiamo presentato un ricorso al Tar insieme a Legambiente e ad altri soggetti.

Stop al declassamento. La sentenza del Tar che ha accolto il nostro ricorso è un enorme passo avanti per la riqualificazione di questo territorio. Una vittoria di cittadini, associazioni e istituzioni locali che in questi anni hanno preso coscienza di quanto sia necessario prendersi cura del proprio territorio con la stessa visione del futuro della Valle del Sacco. L’obiettivo è partire dalla bonifica e dal recupero ambientale per creare sviluppo, lavoro e benessere.

Sosteniamo la bonifica anche con i fondi europei. Anche all’impegno continuo delle associazioni siamo riusciti a portare la bonifica della Valle del Sacco nella nuova programmazione 2014-2020. Investiamo 70 milioni di risorse dall’Europa. Presto annunceremo le azioni concrete che stiamo studiando e che metteremo in pratica.

Una nuova fase. Dopo 30 anni dobbiamo passare dalla fase dell’emergenza a quella della programmazione. Vogliamo realizzare entro pochi anni interventi capaci di ridare un futuro agli agricoltori che hanno perso tutto, ai giovani che vogliono scappare e agli operai di fabbriche oggi chiuse.

Nessuno sarà escluso. Verranno chiamati a dare il loro contributo le istituzioni locali, le associazioni e i comitati di cittadini,  che potranno esprimersi direttamente sui progetti che presenteremo. Finalmente, al contrario del passato, rimettiamo al centro il diritto a vivere in ambienti sani senza rischi per la salute.


Tag: Blog
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