4 aprile 2016 Regione Lazio: da problema italiano a esempio di buone pratiche In questi anni il lavoro che abbiamo fatto insieme al Ministero dell'economia ci ha permesso di raggiungere risultati importanti nell’ottica di un rapporto fecondo e continuo di scambio reciproco e di collaborazione. Così siamo riusciti a risalire la china e a proporci come interlocutore credibile

Il Lazio non è più un problema italiano: spesso è l’esempio  di buone pratiche di finanza pubblica. Oggi possiamo dirlo ed è un grande risultato che restituisce dignità a questa istituzione, e soprattutto ci rende più competitivi per il futuro. Oggi abbiamo ripercorso insieme al Ministro Padoan il lavoro e l’impegno di questi anni per risanare il Lazio. Abbiamo tagliato sprechi e privilegi, cancellato centinaia di poltrone per investire sui servizi. I dati ci dicono che le cose vanno un po’ meglio per tutti: il Lazio è primo in Italia per prodotto interno lordo, per consumi delle famiglie e occupazione. Un lavoro di cui siamo soddisfatti e che va avanti insieme!

Siamo di nuovo un interlocutore credibile. In questi anni il lavoro di affiancamento con il Ministero dell’Economia, che è stato continuo, ci ha permesso di raggiungere risultati importanti nell’ottica di un rapporto fecondo e continuo di scambio reciproco e di collaborazione. Così siamo riusciti a risalire la china e a proporci come interlocutore credibile.

Abbiamo messo i conti in ordine. Nella relazione sul bilancio 2012 la Corte dei conti scriveva, parole testuali: “la Regione Lazio si trova da almeno un decennio in stabili condizioni di insolvenza finanziaria”. Tre anni dopo, nel 2015, è stato certificato l’equilibrio di bilancio, ottenuto attraverso un programma effettivo di revisione della spesa, il pagamento di vecchi debiti commerciali e la programmazione e la gestione integrate del bilancio. In tre anni abbiamo completato un percorso difficile e ora siamo nelle condizioni di dare una nuova spinta sull’obiettivo della crescita e del miglioramento dei servizi alle persone: avere i conti a posto non e’ solo un dato contabile: la conseguenza più  importante e’ la ricostruzione di un rapporto di fiducia con l’Europa, con le imprese, con il governo, con gli enti locali.

Vai qui per leggere le slide dell’Assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.

Vai qui per leggere le slide del Preside della Facoltà di Economia dell’Università Sapienza, Giuseppe Ciccarone.

Vai qui per leggere le slide dell’Ispettore Generale Capo dell’Ispettorato Generale per la finanza delle Pubbliche Amministrazioni, Salvatore Bilardo

Vai qui per leggere l’articolo del Sole 24 Ore sulla partecipazione all’incontro di oggi del Ministro dell’economia Padoan.

Come siamo arrivati a questo risultato? Innanzitutto grazie a un’interlocuzione forte con il governo e alla capacità di cogliere le opportunità messe a disposizione:

La revisione della spesa. La nostra Regione è stata una delle prime ad applicare per prime e con maggior rigore le norme del governo sulla spending review come fondamentale opportunità per migliorare la qualità amministrativa e incidere sulla qualità della spesa della Regione. Abbiamo raggiunto risultati importantissimi: abbiamo già varato e in gran parte già attuato il piano che riduce le partecipazioni dirette da 35 a 6, già risparmiato 28 milioni con l’accorpamento di 6 società che si occupano di sviluppo dentro Lazio Innova e attraverso la fusione delle due società Lazio Service e Lait in Lazio Crea.

Una grande azione di razionalizzazione ed efficientamento che ha toccato l’intero sistema delle società, agenzie ed enti regionali. Ecco una piccola carrellata:  la soppressione e internalizzazione di ASP (Agenzia Sanità Pubblica) – 6,75 milioni di euro; il riordino e razionalizzazione Sviluppo Lazio – 6 milioni di euro l’anno; la soppressione CREIA (Centri Regionali di Educazione Ambientale) – 5 milioni di euro l’anno; la soppressione ABECOL (Agenzia per i beni confiscati alla criminalità organizzata) – 1,25 milioni l’anno; la soppressione dell’Agenzia regionale per i trapianti (Art) – 4 mln l’anno; la soppressione di Arp e Ardis – 250 mila l’anno in totale; la Fusione Lait e Lazioservice – 1,3 mln l’anno.

I risparmi 2013-2018: 25 mln dal taglio dei costi della politica; 26 mln l’anno con la riorganizzazione delle società regionali; 620 mln di risparmi grazie alla centrale acquisti; 160 dalla rinegoziazione del debito.

Il recupero delle risorse. Abbiamo aggredito alcune importantissimi dossier, lasciati per anni in cantina: 100 mln (tra azioni e liquidità) dal piano di valorizzazione del patrimonio; 12,5mln dalla lotta all’evasione dei ticket sanitari; +63% di gettito incassato dal recupero fiscale nel confronto tra 2013 e 2015, anche grazie a norme per ridurre i comportamenti evasivi ed elusivi.

Pagati 9,4 miliardi di debiti pregressi con l’adesione alle anticipazioni di liquidità concesse dallo Stato. Tutto questo ci ha consentito da un lato di ridurre il disavanzo finanziario da 13,4mld del 31-12-2012 a 4,9 mld al 31-12-2015; dall’altro di ridurre i tempi di pagamento da 254 a 69 giorni nel sanitario, da 1.000 a 30 giorni nell’extrasanitario.

Una grande azione di recupero e rilancio sulle risorse europee. Siamo riusciti a centrare un obiettivo su cui tre anni fa non avrebbe scommesso nessuno: abbiamo centrato l’obiettivo 100% della spesa sulla programmazione 2007-2013 spendendo 2.138,5 mln della vecchia programmazione. Basti pensare che a maggio 2013 eravamo appena a 1.010, 1mln di euro. In due anni e mezzo siamo riusciti a spendere più dei precedenti 5 anni e mezzo. proprio l’utilizzo dei fondi europei ci ha mostrato come si possono produrre risparmi importanti e migliorare la vita delle persone facendo leva sull’innovazione. Due esempi:

1. L’efficientamento degli edifici pubblici del Lazio: una delle più grosse azioni che abbiamo lanciato grazie al recupero di fondi della vecchia programmazione. Abbiamo già investito 51,3mln su por fesr 2007-2013 per la riconversione green degli edifici pubblici: già conclusi 155 interventi di efficientamento energetico; previsto un risparmio annuo sui costi di gestione da 4,1 milioni di euro di spesa pubblica; meno 2 mila tonnellate di co2 annue di emissioni nocive. un programma che abbiamo rifinanziato con ulteriori 59 mln di fondi ue fino al 2020.

2. La ricetta dematerializzata. Ogni anno nel lazio vengono emesse 60milioni di ricette “rosse” con una spesa per la regione che va oltre 1,5mln di euro, che grazie alla digitalizzazione possiamo risparmiare. Per questo abbiamo introdotto la ricetta elettronica, è un altro esempio di quanto si possa risparmiare con l’innovazione.

Stiamo abbattendo il disavanzo della sanità. La sanità del lazio commissariata dal 2007: tutto questo ha comportato negli anni il taglio di posti letto; la chiusura di ospedali; il blocco degli interventi sui macchinari e sull’edilizia sanitaria; lo stop alle assunzioni. noi da quando siamo arrivati siamo al lavoro per abbattere il disavanzo della sanità. Dal disavanzo annuale di 2mld del 2006 siamo arrivati ai 355mln nel 2014. E confidiamo in un dato positivo sul 2015.

Avanti sull’obiettivo di trasformare la sanità del Lazio da zavorra per il sistema-regione, che per anni ha drenato risorse ad altri settori, a opportunità: per i cittadini e il lorio diritto alle cure; ma anche come grande settore che produce economie, innovazione e lavoro. Ecco alcuni dei principali risultati che abbiamo raggiunto.

Abbiamo collaborato con il Ministero dell’Economia nell’affrontare temi complessi, come quelli dell’immenso debito che non ce l’avremmo mai fatta ad affrontare da soli, ma soprattutto la cosa importante è che questo risanamento i cittadini lo toccano tutti i giorni, perché ha voluto dire più treni nelle linee dei pendolari, efficientamento energetico; pagare i debitori ha voluto dire chiudere la stagione vergognosa in cui essi venivano pagati a 1.015 giorni, e ora chi è iscritto nell’elenco fornitori viene pagato in 30 o 60 giorni. La situazione sta cambiando radicalmente e in meglio per i cittadini e le famiglie.

 


Tag: Blog
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