3 ottobre 2014 Cancellate 500 poltrone. Tagliamo gli sprechi, investiamo sui servizi La cattiva politica aveva reso la nostra Regione un esempio di sprechi e illegalità a spese di tutti i cittadini. Oggi tagliamo via altre 329 poltrone tra Enti parco, Ater e consorzi di bonifica industriali: è la più grande riorganizzazione amministrativa dal dopoguerra ad oggi e la spiego in un’intervista a Mauro Favale di Repubblica

L’intervista a Mauro Favale, la Repubblica, 1 ottobre 2014

Lo definisce “il cancro della Regione Lazio: una immensa spesa pubblica clientelare, o improduttiva o direttamente illegale che nel corso degli anni ha dato vita a una macchina amministrativa obsoleta e non competitiva”. Ora, all’ente che nel tempo era diventato il simbolo degli sprechi e della malapolitica, Nicola Zingaretti ha dato la terza stretta con una spending review che taglia 329 poltrone. In totale in un anno e mezzo sono state cancellate 500 poltrone nel Lazio. Tagliamo gli sprechi, investiamo sui servizi.

Negli ultimi giorni ha ripetuto più volte che le piace “governare in silenzio”. Una stoccata a chi, in politica, si muove solo con gli annunci? 

“No, di polemiche non se ne può più. Caso mai è il mio modo di essere molto concreto e ossessionato dalla cultura dei risultati. I cittadini sono 0stanchi. Di proclami ne hanno sentiti
tanti, troppi. Non bastano più le pacche sulle spalle. Servono i fatti e la nostra ossessione è quella di produrli. Ci piacerebbe essere percepiti come un esempio positivo a livello nazionale, come chi vuol dare una mano a chi si sta preoccupando di salvare l’Italia”.

Era un esempio anche la presentazione del suo “pacchetto-lavoro” in concomitanza con la direzione del Pd sull’articolo 18? Qualcuno ha visto una tempistica un po’ sospetta, una sorta di concorrenza su questo tema con il premier: 

“Era solo un esempio di come il Lazio vuole contribuire a innovare l’Italia. Questa è la seconda regione per prodotto interno lordo, governata dalla più grande alleanza di centrosinistra che c’è nel Paese e fino a poco fa era il fanalino di coda dell’Italia. Ora sta diventando un ente che innova, che razionalizza le società, che per primo inaugura la fatturazione elettronica, uno strumento che ha prodotto la riduzione dei tempi dei pagamenti alle imprese da 1014 giorni di maggio 2013 ai 28 giorni di giugno scorso”.

Se questi sono i risultati di un anno e mezzo di governo, viene da pensare a cosa inceppasse la
macchina in precedenza. 

“Un’alleanza trasversale tra cattiva politica e cattiva economia”.

 Sul fronte dei servizi al cittadino, però, tanto resta ancora da fare, soprattutto nella sanità. 

Da ‘La Repubblica’, 1 ottobre. Intervista di Mauro Favale

“Certo, non è tutto cambiato. E noi vogliamo proprio dimostrare che spending review non significa solo ridurre la spesa ma anche aumentare i servizi e renderli più efficienti. Così stiamo facendo nella sanità, con l’apertura delle Case della Salute e così faremo anche per la produttività delle aziende: già 5 società regionali che si sovrapponevano sono state chiuse. Ora l’obiettivo è sostituire Sviluppo Lazio con una “newco” che si chiamerà “Lazio Innova”, una struttura più snella di servizi all’economia”.

Un’operazione che porterà anche a tagliare posti di lavoro all’interno di queste società? “L’efficientamento porta con sé enormi risparmi: prima queste partecipate stavano in 6 sedi di cui 5 in affitto. Ora occupano 3 sedi e tutte di proprietà. Non tocchiamo i lavoratori ma stanno saltando i contratti a termine di alcuni dirigenti che risultavano superflui. La cosa più importante, però, è la razionalizzazione dei centri di costo, di quella miriade di luoghi in cui si produceva spesa pubblica”.


Che fine faranno le persone che occupavano le poltrone che intendete tagliare? 
“Queste poltrone erano frutto di nomine clientelari, spesso fatte dai vecchi consigli regionali che si accordavano tra opposizione e maggiorana. Ora questo consiglio nella sua interezza ha compreso che occorre cambiare perché la politica non può più vivere sul saccheggio della spesa pubblica”.

Parliamo proprio di politica, allora: le è piaciuta la direzione del Pd di due giorni fa sull’articolo 18? “All’inizio ho visto un prevalere dello scontro ideologico. E lo dico da presidente di Regione che vive giorno per giorno il rapporto coi cittadini. Se si rimane, come in parte è stato fatto ieri, al merito dei problemi e alla loro concretezza, le posizioni si possono avvicinare”.

Come avrebbe votato? A favore o contro la relazione di Renzi?  “Francamente non l’ho ascoltato: ieri sera ero a una riunione sulla sanità. Ognuno faccia il suo mestiere”.


Tag: Blog
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