13 luglio 2016 Aperta la prima casa di accoglienza dedicata alle persone LGBT cacciate di casa o vittime di violenza Oggi sono stato al Refuge, un progetto sperimentale realizzato insieme da Gay Center e Croce Rossa, primo e unico in italia, pensato per non lasciare più solo nessuno e per stare vicini alle persone lesbiche, gay e trans: una casa di accoglienza dedicata alle persone LGBT cacciate di casa o vittime di violenza, per non lasciare solo nessuno

Una casa di accoglienza dedicata alle persone LGBT cacciate di casa o vittime di violenza. L’obiettivo è quello di supportarle nel percorso del normale svolgimento della vita quotidiana, del recupero e del  ritrovamento dei rapporti con la famiglia: un percorso da fare insieme per ritrovare la serenità e la sicurezza nei propri affetti, troppo spesso fonte di forti disagi per gli assistiti. Per noi quindi Refuge non è un servizio per i gay, ma è una struttura, un nuovo servizio per tutta la nostra città. Ogni anno tante ragazze e ragazzi vengono mandati via di casa perché gay. È tristissimo, ma succede ancora, per questo abbiamo pensato a un luogo sicuro dove potranno ricostruire la loro vita e avere nuove opportunità. È un progetto al quale lavoriamo da anni e che oggi è realtà grazie alla tenacia dei volontari del Gay Center e alla Croce Rossa.

Nella struttura lavoreranno h24 volontari e operatori che supporteranno gli ospiti dal punto di vista psicologico, legale, scolastico o professionale.  I primi ospiti dovrebbero arrivare dopo l’estate; vi si puo’ rimanere o pochi giorni – se si riesce a ricollocare il giovane presso familiari – o un tempo tra i 6 e i 12 mesi: in questo caso viene trovato all’ospite un lavoro da magazziniere o cameriere, per esempio, per ottenere un reddito.  Il Refuge, basato sul modello francese (oltralpe ce ne sono 40, che ospitano duemila persone l’anno), può ospitare a un indirizzo riservato 8 persone (12 in casi di emergenza) che si sono rivolte alla Gay Help Line (800-713713) ma anche alla Croce Rossa, nei pronti soccorso.

Ecco tutti i servizi che offre la struttura:

  • Supporto psicologico: l’obiettivo è  la diminuzione del disagio e dei casi di suicidio o tentato suicidio delle persone LGBT, l’aumento autostima delle persone accolte
  • Supporto legale: con azioni legali intraprese a difesa dei diritti delle persone LGBT ospiti.
  • Orientamento scolastico: per aumentare le percentuali di successi scolastici ed universitari delle persone accolte.
  • Orientamento professionale: Per facilitare percorsi lavorativi.
  • Mediazione con i servizi sociali: per facilitare l’uso dei servizi da parte delle persone ospiti della Casa di Accoglienza.
  • Mediazione culturale: per ottenere un miglioramento della comunicazione, interne ed esterna alla Casa di Accoglienza.
  • Campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia.

Vogliamo costruire una Regione più accogliente e inclusiva. È dimostrato che quando le istituzioni riducono il ‘minority stress’, lo ‘stress delle minoranze’, tutta la società è più inclusiva e può competere meglio anche dal punto di vista della crescita economica. Noi vogliamo un Lazio con un volto diverso dal passato, più accogliente perché solo così il Lazio può vincere le sfide nel mondo. Questo vale per le persone lesbiche, gay e trans, per i migranti o per le minoranze etniche.

Una rete di servizi che parte dalle scuole, dove abbiamo realizzato il più grande progetto contro l’omofobia in Italia e arriva al reinserimento dopo un fenomeno di esclusione familiare, come in questo caso.

Il piano della Regione per i diritti e contro omofobia e transfobia. Nel 2013, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, abbiamo approvato un piano d’azione molto importante che stiamo portando avanti e che prevede attività di educazione e formazione nelle scuole, per coinvolgere gli studenti e le loro famiglie; campagne di comunicazione; formazione per il personale della Regione e delle sue aziende; promozione del diversity management per le imprese; servizi sociali, come il numero verde Gay Help Line.

Un luogo così ci permette di capire quanti casi ci siano in cui le istituzioni sono completamente assenti. Sono contento che su questo il Lazio sia una avanguardia italiana. Per me questo non e’ altro che rispettare la Costituzione, non uno ‘sfizio’ nostro ma essere coerenti alla Carta. Anche questa
iniziativa non è parentesi nel nulla. L’apertura di questo luogo dimostra una cosa semplice e rivoluzionaria: si può cambiare e cambiare non vuol dire distruggere ma costruire.

 


Tag: Blog
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