14 settembre 2013 Arrivano le Case della Salute. Finisce la stagione dei tagli, la sanità torna vicino alle persone Saranno l’alternativa concreta alle file in Pronto soccorso, una rivoluzione. In ospedale si va per emergenze vere, non per un taglio al dito. Ma oggi un’alternativa al Pronto soccorso non c`è. Perciò le Case della salute combatteranno l’impoverimento della sanità prodotto dalle chiusure di reparti, servizi e ospedali, consumate in questi anni. Poi ci sarà l’integrazione con i servizi sociali. Le famiglie riceveranno assistenza in un solo posto, senza dover bussare a mille porte diverse come accade ancora oggi

L’intervista di Carlo Picozza a Nicola. La Repubblica, 14 settembre

«Le Case della salute saranno il cuore del nuovo Servizio sanitario regionale, un sistema diffuso nei quartieri e in periferia di Roma e delle altre province, per riportare l`assistenza, le cure e i servizi vicino ai cittadini».

Parola del governatore Nicola Zingaretti che nelle vesti di commissario alla Sanità regionale annuncia: «Entro settembre firmerò il decreto e partirà la sperimentazione: il Lazio volta pagina, mette la parola fine a tagli e chiusure per dar vita alla stagione dell`innovazione, della costruzione di un nuovo modello di Sanità».

In questo modello le Case della salute che posto occuperanno?
«Centrale: saranno l`alternativa concreta alle file in Pronto soccorso, una rivoluzione; in ospedale si va per cure ad alta intensità, per trattare la fase acuta delle patologie, per emergenze vere, non per un taglio al dito. Ma oggi un’alternativa al Pronto soccorso non c`è perciò le Case della salute per molte aree della regione combatteranno la desertificazione della sanità prodotta dalle chiusure di reparti, servizi e ospedali, consumate in questi anni. La seconda rivoluzione sarà la costruzione dell`integrazione socio-sanitaria. Per tanti, cittadini e famiglie, significherà avvantaggiarsi di una sede dove trovare risposte al fabbisogno di assistenza senza dover bussare a mille porte diverse come accade ancora oggi».

Non è la prima volta che nel Lazio si fanno programmi di integrazione socio- sanitaria: perché questa dovrebbe essere la volta buona?
«Perché è l`unico modello che funziona nella sanità pubblica. Lo hanno dimostrato Regioni come la Toscana e l`Emilia Romagna. E poi perché, se in questi anni la sanità del Lazio è entrata in crisi, è stato sì per gli sprechi e le ruberie ai quali abbiamo già dichiarato guerra totale in nome del merito, della trasparenza e della qualità, ma anche perché è mancato un modello di riferimento. In altre parole, invece di puntare all`innovazione del sistema, si è guardato solo ai tagli, alla riduzione dei costi senza pensare a come si sarebbe potuto spendere meglio. Le Case della salute non sono solo una nuova offerta di servizi ma un sistema che graverà poco o niente sul bilancio regionale perché produrrà risparmi consistenti attraverso il decongestionamento degli ospedali».

Faccia una promessa: i cittadini quando entreranno in una Casa della Salute?
«Entro la fine dell`anno; per il prossimo ne avremo realizzate 48, una in ogni distretto del Lazio, 15 a Roma, una per Municipio, e 33 nelle province».

Cosa cambierà nell`organizzazione degli ospedali, punto di debolezza del sistema come ha fatto notare anche il Tavolo di verifica del Piano anti-deficit”? 
«Immaginiamo una riorganizzazione integrale della rete: gli ospedali dovranno riprendersi la loro funzione diventando centri di alta specializzazione e ad alta intensità di cure».

Quali figure professionali saranno impiegate nelle Case della salute?
«Medici ospedalieri, di famiglia, infermieri e tecnici; valorizzeremo le straordinarie professionalità della regione a cominciare dai tanti giovani bravissimi che si formano nelle nostre università».


Tag: Blog
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