13 maggio 2016 In prima linea nella lotta contro i tumori grazie ai centri di senologia Un nuovo modello di salute basato su reti e presa in carico per aumentare la qualità della cura, dell’assistenza e della prevenzione è fondamentale per assicurare cure migliori alle pazienti. La nostra è stata una delle prime regioni a recepire la direttiva del ministero della salute sui centri di senologia e abbiamo già avviato il modello organizzativo di brest unit per assicurare la multidisciplinarietà dell’assistenza in una patologia così delicata

Il Lazio in prima linea nella cura dei tumori al seno. La nostra è stata una delle prime regioni a recepire la direttiva del ministero della salute sui centri di senologia e abbiamo già avviato il modello organizzativo di brest unit per assicurare la multidisciplinarietà dell’assistenza in una patologia così delicata. Oggi nella nostra regione ci sono:

  • 39 centri di screening
  • 36 strutture di diagnostica clinica
  • 15 centri di senologia/breast unit, 11 nell’area metropolitana di Roma e 1 per ciascuna provincia del Lazio.

Un patrimonio di strutture e professionisti con cui stiamo lavorando per creare un rete assistenziale sempre più forte, che vede la collaborazione anche dei volontari e delle associazioni dei pazienti all’interno della rete. Si tratta di realtà preziose che lavorano attivamente per garantire un corretto percorso diagnostico terapeutico e assistenziale alle donne affette da tumore.

Balzo in avanti  sulla prevenzione. Nel Lazio ci sono stati risultati importantissimi: nel 2015 oltre 66mila esami in più di screening dello scorso anno, 14.000 mammografie ed è cresciuto del 13% il numero delle donne che si sono sottoposte ai test di prevenzione. Un risultato positivo che è anche una conseguenza del decreto che riorganizza i programmi di screening oncologici in tutto il territorio.

Un nuovo modello di salute basato su reti e presa in carico per aumentare la qualità della cura, dell’assistenza e della prevenzione è fondamentale realizzare dei percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali che portino alla completa presa in carico del paziente. Noi lo stiamo facendo in tanti modi: con le reti di cura per i malati oncologici, le reti tempo dipendenti, la presa in carico dei pazienti cronici, e non ci fermiamo qui ma andiamo avanti.

 Tanti servizi in più per le persone che potenziano la presenza sul territorio, riducono l’ospedalizzazione, e aumentano il grado di appropriatezza delle cure.

 


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