5 settembre 2017 Da beni confiscati a beni comuni: un centro per l’autismo nella villa sequestrata ai Casamonica Per la prima volta un immobile confiscato al clan dei Casamonica arriva alla conclusione del percorso dal sequestro al riutilizzo sociale: un progetto d’eccellenza che sarà un punto di riferimento per la rete di assistenza sull’autismo che sta nascendo nel lazio. Un’iniziativa importante che non è un fatto isolato, ma parte di una strategia sul riutilizzo dei beni sequestrati

Una grande vittoria dello Stato e della legalità: per la prima volta un immobile confiscato al clan dei Casamonica arriva alla conclusione del percorso dal sequestro al riutilizzo sociale. È una sfida vinta che dimostra prima di tutto una cosa: quando lo Stato fa squadra si ottengono risultati straordinari. Qui, insieme alla Regione Lazio, hanno fatto la loro parte l’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, il Tribunale per le Misure Preventive, la Procura, la Prefettura e tutte le forze di polizia. E’ importante favorire l’alleanza delle persone perbene, credo che sia superiore alle alleanze criminali. Spesso queste sono più organizzate, ma quando i cittadini si organizzano si vince: quella di oggi è una giornata importante per Roma e per i cittadini di questa zona, perché questo luogo torna ad essere luogo aperto. Confiscato non vuol dire che qualcosa è stato tolto. Lo Stato confisca per dare ai cittadini. Questi sono luoghi di libertà. La battaglia per la legalità è una battaglia di riconsegna anche dei luoghi.

Qui il primo centro polifunzionale sull’autismo nella capitale “1 casa x 100 progetti per l’autismo”. la destinazione che avrà questo edificio è un motivo di particolare soddisfazione. Consegniamo infatti la struttura ad Angsa, l’associazione nazionale genitori soggetti autistici per un progetto molto bello, tra tanti di assoluta qualità che sono arrivati.

Un progetto d’eccellenza che sarà un punto di riferimento per la rete di assistenza sull’autismo che sta nascendo nel lazio. Diamo in comodato d’uso la struttura per 9 anni: il fulcro del progetto sta nel coinvolgimento attivo delle famiglie nella gestione delle persone con disturbo autistico. Una novità importante, che si inquadra nel percorso che la Regione Lazio ha intrapreso per dare nuove risposte a chi soffre di questo disturbo e alle famiglie.

In prima linea per migliorare l’assistenza alle persone con autismo. Lo stiamo facendo in tanti modi, ad esempio con il piano regionale per recepire le linee guida nazionali sull’autismo. la delibera per renderlo operativo, molto attesa dalle associazioni e dalle famiglie, sarà presto portata in giunta. Tra l’altro destineremo proprio alle persone con disturbo autistico una parte dei 9,1 milioni previsti per il Lazio con il “Dopo di noi”, il fondo nazionale per l’assistenza ai disabili privi di sostegno familiare. Infine, a breve avvieremo il piano per il riconoscimento precoce dei disturbi autistici rivolto a tutti i nuovi nati e ai bambini del Lazio. Un atto importante, per costruire percorsi di assistenza, presa in carico e sostegno scolastico.

Il Lazio all’avanguardia sul riutilizzo dei beni confiscati. Questa importante iniziativa non è un fatto isolato, ma parte di una strategia sul riutilizzo dei beni sequestrati fondata sulla costruzione di un rapporto solido con l’agenzia nazionale, di collaborazione con le istituzioni locali e tanti atti concreti. Il Protocollo sui beni sequestrati e confiscati –rinnovato per la seconda volta- che abbiamo sottoscritto con il Tribunale di Roma, la Corte d’Appello di Roma, la Procura della Repubblica di Roma e diversi altri importanti attori ci sta aiutando a restituire interi territori alla comunità. Grazie al Protocollo, abbiamo già avviato altri importanti progetti, come quello sul porto di Ostia e, sempre a Ostia, la palestra gestita dall’Ipab “Asilo di Savoia” .

I prossimi passi sul fronte della legalità. Su questo importante fronte abbiamo tre importanti novità: questa settimana pubblichiamo la graduatoria del bando da 750mila euro per la ristrutturazione dei beni confiscati: associazioni e comuni del Lazio avranno a disposizione fino a 70.000 euro ciascuno per rendere agibile un bene sequestrato alla criminalità. Entro fine settembre uscirà un nuovo bando di circa 300mila euro, sempre dedicato alla ristrutturazione dei beni sequestrati. E poi siamo pronti a dare a istituti alberghieri terreni sequestrati alla criminalità nella Provincia di Latina per laboratori didattici.


Tag: Blog
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