31 agosto 2011 La destra al governo ha fallito L’abolizione delle Province si potrebbe fare subito portando un immediato risparmio. Invece un mese dopo l’approvazione di una manovra i dirigenti si incontrano nelle loro abitazioni e riscrivono leggi che sono già ovvie per continuare a difendere i loro interessi. Così si perde tempo, si buttano soldi pubblici e l’Italia affonda per la testardaggine di chi dirige il Paese

L’iter costituzionale per l’abolizione delle Province è l’unico possibile, perché le province sono nella Costituzione, le altre teorie erano una gigantesca presa in giro, forse se ne sono accorti quindi la decisione di ieri è null’altro che l’ovvietà, serve una legge costituzionale”.

“E’ un’enormità che per un mese si sia discusso di una cosa così banale di questo tema, è segno di un paese in declino. Io non so perché ora se ne siano accorti e perché tirino fuori questo tema”.

“La mia percezione – ha aggiunto Nicola – è che questa scelta non c’entra nulla con la manovra economica, perché una legge costituzionale prevede tempi lunghissimi e purtroppo il vero dato e’ che nel mese di agosto di fronte ad una situazione drammatica abbiamo discusso del nulla, abbiamo buttato un altro mese perché c’ era una manovra approvata dal Consiglio dei Ministri,  ieri in una casa privata nel corso di un vertice dopo sette ore di discussione ne hanno tirato fuori un’altra e non è detto che da qui all’approvazione della manovra non succeda qualcos’altro”.

Nicola ha ricordato che per decreto si potrebbero sciogliere immediatamente ”migliaia di enti di secondo livello che costano miliardi come i consorzi di bonifica, autorità di bacino ad esempio, e che bloccano burocraticamente la realizzazione delle opere, tutti enti nominati dalla politica e non eletti dai cittadini. Si potrebbe fare subito portando un immediato risparmio anche nell’anno in corso”.

“Questo non si fa perché i membri di cda sono inzeppati di nominati dalla cattiva politica, mentre la storia delle province continua in modo imbarazzante. Da Presidente della provincia – ha aggiunto – l’unica cosa che posso dire è ‘obbedisco’, tanto tra due anni… come ho già detto sarò felice di passare alla storia come l’ultimo presidente della Provincia di Roma”.

“Detto ciò segnalo che un presidente di un’Authority qualsiasi guadagna 550 mila euro l’anno, un consigliere provinciale di una provincia di 4 milioni di abitanti ha un gettone di 900 euro senza contributi pensionistici. Ho la sensazione, e sottolineo e virgoletto sensazione, che il tema delle province sia agitato da una oligarchia che per non toccare la polpa della cattiva politica dice: ‘mangiatevi questo pezzo di prosciutto”.

A me non spaventa la tempesta, perché l’Italia è un grande Paese, una grande nave. A me ciò che mette paura è la sensazione quasi fisica la mattina quando si sfogliano i giornali, di una nave nella tempesta senza una rotta e senza un capitano che abbia l’autorevolezza di indicare una via di marcia”.

“Ma ci rendiamo conto che un governo all’unanimità approva una manovra da 45 miliardi di euro dopo una pressione europea che non ha precedenti dal secondo Dopoguerra e, dopo 20 giorni di dibattito ferragostano, si scrive a casa di un signore un’altra manovra? Sono cose alle quali noi forse e purtroppo siamo abituati ma che non accade in nessuna democrazia del mondo“.

“Ma voi ve li vedete la Merkel o Sarkozy che un mese dopo l’approvazione di una manovra si incontrano nelle proprie abitazioni con altri amici di cordata e coalizione e riscrivono la Finanziaria? Io mi permetto di dire che il vero tema che sta emergendo è il fallimento di una classe dirigente e si affaccia l’urgenza di un ricambio netto per salvare l’Italia”.

“La destra – ha detto ancora Nicola – ha vinto le elezioni e noi saremmo contenti se governasse. Il problema è che da otto anni anni governa la destra e, scusate la parola, siamo col sedere per terra. L’unica cosa che chiedo è che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Io non faccio le barricate ma non posso non dire che il comune denominatore di quanto sta avvenendo per ora sono parole e una testarda volontà di colpire le fasce più deboli e ciò lo trovo incivile”.


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