26 marzo 2012 Come crescere? Con l’alta tecnologia Nel 2011 l’export dei poli tecnologici del Lazio è cresciuto del 14.1%, al massimo livello storico. Anche e soprattutto in un periodo di crisi l’innovazione si conferma l’unica ricetta per crescere e creare posti di lavoro e sviluppo

Nel 2011, grazie anche ad una buona chiusura d’ anno, l’export dei poli tecnologici laziali è cresciuto del 14,1%, posizionandosi su livelli ai massimi storici, 6.111 milioni di euro, pari a circa il 28% dell’ export complessivo dell’ hi-tech italiano.

Il Lazio si contraddistingue per la presenza di tre importanti realtà ad elevato contenuto tecnologico: il polo farmaceutico del Lazio, il polo ICT romano e il polo aeronautico romano.

A trainare la performance regionale è stato in primis il polo dell’ aeronautica (+71,1%), seguito dall’ ICT (+12,8%) e dalla farmaceutica (+9,8%). E’ quanto si evince da un’ analisi del Servizio studi e ricerche di Intesa San Paolo intitolata “Monitor dei Poli Tecnologici del Lazio”.

Le mete privilegiate dei flussi commerciali dal Lazio sono i mercati avanzati: l’export su questi mercati è cresciuto del 15%, sostenuto in particolare dagli ottimi risultati dei primi tre mercati di sbocco: Francia (+29,1%), Giappone (+40,8%) e Germania (+39,4). Soffrono invece le vendite sui mercati statunitense e belga.

E’ cresciuto a doppia cifra anche l’ export verso i mercati emergenti, il cui peso resta ancora contenuto (circa il 27%), trainato in particolare dalle vendite verso il Kazakistan del polo aeronautico. Bene anche Polonia, Russia e Turchia.

Oltre alle realtà ad elevato contenuto tecnologico, nel Lazio si trova il distretto delle ceramica di Civita Castellana, unico distretto tradizionale monitorato da Intesa Sanpaolo nella regione. Il distretto ha chiuso il 2011 con un valore di esportazioni pari a 79,8 milioni di euro, in lieve calo rispetto al 2010 (-2,9%).

Cassa integrazione. Nonostante il buon andamento dell’export regionale dall’analisi dei dati di cassa integrazione guadagni emerge un quadro ancora decisamente fragile per le imprese dei poli laziali. Nel 2011, infatti, ad un calo della cassa ordinaria e in deroga si è contrapposto un forte incremento della cassa straordinaria.

Il ricorso alla cassa integrazione, che viene richiesta per ristrutturazione/riorganizzazione in caso di crisi aziendali, è indice della presenza di situazioni di criticità nel mondo delle imprese della regione.

Indicazioni poco confortanti provengono dalle prime indicazioni sul 2012. L’ anno si è aperto con un incremento del monte ore autorizzate nel primo bimestre rispetto al corrispondente periodo 2011 (+22%), in controtendenza rispetto al dato nazionale dei poli tecnologici.


Tag: Blog
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