17 novembre 2012 Con il voto a marzo questa Regione che non produce nulla ci costa 60 milioni di euro «Possono fare di tutto, ma alla fine verranno spazzati via». Nicola Zingaretti dal 4 ottobre è ufficialmente il candidato per il centrosinistra alla Regione Lazio, alle prese con una confusa partita per la data del voto. Leggi l’intervista di Nicola a La Repubblica

Sperava nelle urne a dicembre. Ora è arrivato il parere del capo dello Stato: si è rassegnato alla possibilità di non votare prima di marzo? «Ovviamente rispetterò la decisione che verrà presa anche se così viene anticipata la sentenza del Consiglio di Stato attesa per il 27 novembre. Ritengo comunque che votare a marzo sia un danno che avrà dei costi».

Di che tipo?
«Credo che l’esecutivo si sia piegato a interessi di parte e abbia sottovalutato il costo democratico di lasciare per mesi senza governo Lazio e Lombardia. Questo scempio rischia di provocare un’ulteriore rottura del rapporto tra cittadini e istituzioni. Per non parlare del costo economico».

L’avete quantificato?
«Se voteremo a marzo avremo sprecato 60 milioni di euro. L’immagine che si dà è quella di una casta che non tiene conto degli interessi dei cittadini. Poi ci lamentiamo se cresce l’antipolitica».

Eppure anche il Pd alla fine si è piegato all’election day.
«Bersani ha chiarito la posizione del Pd: votare al più presto per le regioni e a scadenza naturale per le politiche. Poi, davanti all’offensiva del Pdl, si è fatto carico dell’impegno di non mettere a rischio la tenuta del governo».

Con l’election day i romani potrebbero ritrovarsi votare per regionali, politiche e forse anche comunali.
«Voglio solo ricordare il caos dell’election day del 2001, quando ci furono le file ai seggi fino alle 2 di notte. E all’epoca non c’erano le regionali».


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
parajumpers outlet