24 gennaio 2011 Musica contro le mafie La Musica degli studenti contro le mafie. 15 concerti per affermare la cultura della legalità insieme alle band dei ragazzi delle scuole. A Roma c’è una generazione in prima fila nella lotta alla criminalità10 concerti a Roma, 5 in provincia e un evento finale per chiamare i ragazzi, attraverso la musica, a impegnarsi in un messaggio culturale: la mafia non ha posto a Roma, c' e' una generazione che lo sa e che lo ha capito e che sarà in prima fila nella lotta

Musica contro la criminalità organizzata.

Nicola ha presentato oggi a palazzo Valentini l’iniziativa ‘Concerti contro le mafie’, insieme al presidente di Libera, don Luigi Ciotti, e al cantautore Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino.

In tutto ci saranno 10 concerti a Roma, 5 in provincia e un evento finale che dovrebbe tenersi in occasione dell’ anniversario della strage di Capaci.

Ogni concerto sarà suddiviso in due parti: la prima dedicata alle band già formate (che dovranno comporre un brano o eseguire una celebre canzone contro la mafia di artisti come Litfiba, Modena City Ramblers e Frankie Hi Nrg) e la seconda dedicata a chi ama la musica che potrà scrivere un testo poi interpretato da alunni della scuola ‘Musica incontro’.

Al termine di ogni concerto, una giuria formata dagli alunni della Consulta provinciale degli studenti, affiancati da giornalisti e musicisti, sceglierà i brani migliori.

Con questo progetto, l’Amministrazione realizzerà anche un censimento delle band giovanili ed emergenti presenti sul territorio della provincia.

Contro le mafie tutti possono fare qualcosa. Bisogna uscire dall’errore che la mafia sia un problema solo di qualche parte d’Italia e che la lotta sia solo un compito di inquirenti e magistrati – ha detto Nicola, per il quale “si può fare qualcosa anche con l’impegno civile e questo progetto vuole chiamare i ragazzi, attraverso la musica, a impegnarsi in un messaggio culturale: la mafia non ha posto a Roma, c’ e’ una generazione che lo sa e che lo ha capito e che sarà in prima fila nella lotta“.

Le parole e la musica – ha aggiunto don Ciotti – per graffiare la realtà e per produrre un’onda sonora per schiacciare la mafia e la cultura criminale, ma anche per portare in superficie le cose belle, la gente che si impegna perché ogni onda ne provoca un’altra”.

La mafia – ha detto anche Federico Zampaglione – agisce sulla mancanza di prospettive e ideali. La musica invece ha sempre rappresentato un ideale positivo, è un’arma per combattere la mafia che vuole attorno a sé ignoranza e solitudine, terreno fertile dove far crescere i propri affiliati“.


Tag: Blog
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