31 maggio 2011 Crescita ed equità per l’alternativa

“Se le beghe interne al Pd non saranno definitivamente spazzate via dal risultato elettorale, sarà il Pd a essere spazzato via ”. Nicola ha risposto così a ‘Una domanda a…’, sul sito Ign/Adnkronos, che ha messo l’accento sulle “piazze piene di volti giovani, una generazione di ragazze e ragazzi che e’ quella che sta pagando di più la crisi e che abbiamo visto nella mobilitazione straordinaria nei comitati per i candidati sindaco, nelle piazze e nel voto. Questo è un grande segnale di speranza: quei ragazzi e ragazze chiedono a noi una buona politica, fatta di speranze contro chi le paure le ha esaltate per lucrarci sopra. Ora invece dobbiamo dare risposte con un progetto per voltare pagina”.

 “Anche a Roma – ha poi detto Nicola – è il momento del progetto, la costruzione di idee forti per ridare una speranza a questa città, di grande coinvolgimento della città, di comitati di quartiere, di una citta’ che comincia a percepire la voglia di cambiare. E poi con le primarie la scelta del candidato migliore per rappresentare questo progetto politico tra le tante personalità che per fortuna anche a Roma il centrosinistra ha”. 

Nicola ha esortato a guardare quello che è successo a Milano e Napoli: “Stavolta dobbiamo prendere esempio proprio dalle esperienze di queste vittorie: serietà, spirito di collaborazione, non pensare a se stessi ma al progetto, combattività e unita’. Sono tutti ingredienti fondamentali per vincere, come si è dimostrato in questo voto. Quindi, facciamone tesoro e aboliamo la parola ‘io’ e decliniamo la politica finalmente con il ‘noi ”’.

“Il voto di domenica e lunedì – ha poi spiegato Nicola – dimostra che c’è una grande voglia di alternativa, che premia i candidati più credibili che mettiamo in campo e dimostra che c’è un elettorato molto più maturo della sua rappresentanza politica. Che guarda alla sostanza e vuole voltare pagina e una nuova fase per l’Italia ”. 

“Adesso dobbiamo vedere quale sarà – ha osservato – la riorganizzazione del sistema politico italiano alla luce di questo voto. Sicuramente ci sarà una riorganizzazione del centrodestra. Perché il Pd c’è da quattro anni, ha cambiato tre leader, ma c’è. Ho i miei dubbi che un partito come il Pdl possa resistere alla crisi di Berlusconi perché è un partito molto segnato da questa personalità che, entrando in crisi, porterà a una crisi irreversibile di quella formazione politica. Quindi, c’è una grande riorganizzazione del panorama politico. Io credo che il nostro compito sia quello di non tradire il messaggio di fondo di questo voto: grande voglia di speranza, unità, concretezza e grande determinazione nel costruire una alternativa credibile. La cosa più importante è quella di concretizzare una ambizione fatta di due parole: ‘crescita’ (e quindi come riaccendere i motori dell’ Italia), e ‘equità e uguaglianza’: come cioé la ricchezza del Paese possa essere redistribuita con maggiore equità. Sono le due grandi sfide sulle quali la destra ha fallito perché non ha garantito crescita. Quindi i due grandi fallimenti della destra devono essere i due grandi obiettivi strategici della costruzione dell’alternativa ”.


Tag: Blog
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