1 agosto 2016 Export: Lazio e Veneto le regioni più dinamiche Export, Lazio e Veneto le regioni più dinamiche e vitali: il Lazio nel 2015 ha aumentato la sua performance sui mercati esteri del 9,2%, il Piemonte del 7% e il Veneto del 5,3 per cento. Buona parte dei successi dell'Italia centrale è legato alla farmaceutica, in particolare quella del Lazio

di Micaela Cappellini, il Sole 24 Ore, 1° agosto 2016

La regina dell’export italiano? Per quota di mercato, resta la Lombardia. Ma non è certo la regione più vitale del momento. Perché il Lazio ha saputo aumentare le sue performance sui mercati esteri del 9,2%, il Piemonte del 7% e il Veneto del 5,3. Sono queste, tra le grandi regioni, le vere protagoniste del 2015.

Veneto e Lazio, poi, hanno un merito in più: quello di aver saputo trainare al rialzo le performance delle proprie macro-aree di appartenenza. Il Nordest, infatti, l’anno scorso ha fatto registrare un aumento delle esportazioni del 4,7% rispetto al 2014; l’Italia centrale è cresciuta del 4%; mentre il Nordovest, nonostante l’exploit del Piemonte, ha accusato la scarsa crescita dell’export lombardo e il calo di quello ligure, chiudendo il 2015 con un modesto incremento del 2,7 per cento.

La mappa del commercio estero regione per regione è contenuta nel rapporto annuale Ice-Istat sull’Italia nell’economia internazionale, lo stesso che ha certificato per il nostro Paese un aumento delle esportazioni complessive di merci e servizi del 4,3%, a quota 413 miliardi di euro (si veda il Sole 24 Ore del 13 luglio 2016). Quasi la metà dell’incremento delle esportazioni del Nordest si deve dunque al Veneto, responsabile di circa il 14% di tutto l’export nazionale e seconda regione italiana per quota di mercato. Una parte del merito va anche all’Emilia-Romagna, terza regione italiana per volumi di export, che ha contribuito per 1,9 dei4,7 punti di aumento registrati nell’area nordorientale, grazie soprattutto alla buona performance delle apparecchiature elettromedicali. Più modesto il contributo del Friuli-Venezia Giulia, dove hanno pesato le flessioni del comparto metallurgico e meccanico, compensate solo in parte dalla grande crescita delle bevande, e dei vini in particolare.

Buona parte dei successi dell’Italia centrale – che nel complesso ha visto aumentare le esportazioni del 4% è invece legato alla farmaceutica. In particolare quella laziale: l’export di questo comparto rappresenta da solo il 45% del totale delle vendite all’estero della regione, che tra il 2014 e il 2015 sono cresciute di un ulteriore 13%.

Lazio dunque responsabile di 2,6 dei 4 punti di crescita dell’Italia centrale, ma anche la Toscana ha fatto la sua parte, soprattutto grazie all’aumento delle esportazioni alimentari, balzate di oltre il 18% nel 2015. Chi invece ha fatto male l’anno scorso sono stati i distretti industriali delle Marche, che hanno registrato un calo complessivo dell’export del -2,3% in buona parte determinato dalla contrazione del mercato russo. Nel Nordovest la performance è stata piuttosto disomogenea: si va dal 7% delle esportazioni del Piemonte al -4,2% della Liguria, con la Lombardia che ha fatto registrare solo un modesto 1,5%. Nel complesso, la crescita dell’area è stata guidata dagli autoveicoli, in particolare quelli destinati agli Stati Uniti, dove le vendite tra il 2014 e il 2015 sono pressoché raddoppiate.

Anche l’elettronica, la chimica, la moda e l’arredamento hanno dato il loro contributo, mentre a differenza delle altre regioni italiane al Nordovest sono calate le esportazioni del comparto agroalimentare. Capofila del Sud, infine, è stata la Basilicata, che nel 2015 ha messo a segno un exploit del 145%. La performance lucana non deve trarre in inganno: l’export totale della regione è stato disoli2,8 miliardi di euro, un quarantesimo delle esportazioni lombarde. Il dato è infatti drogato dalle vendite di autoveicoli prodotte dallo stabilimento Fca di Melfi. All’opposto, il fatturato estero della Sicilia è diminuito del 12,4% – la performance peggiore di tutto il Paese – per colpa delle performance negative del comparto petrolifero: al netto di questo settore, le esportazioni siciliane sarebbero cresciute di oltre 10 punti grazie al settore alimentare e a quello elettronico. Guardando all’esportazione di servizi (rispetto a quella di merci, in Italia generano un giro d’affari di circa un sesto), i dati regionali Ice-Istat ci di cono che il Mezzogiorno è stato per il secondo anno consecutivo l’area più dinamica grazie soprattutto alle performance del turismo, che rappresenta oltre il 90% di tutto l’export del comparto. In valori assoluti, invece, è sempre il Nordovest al primo posto, con una quota sull’export totale italiano del 40,7%. E al primo posto tra le sue regioni c’è sempre la Lombardia, con una fetta del 29 per cento.

 


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
parajumpers outlet
buy AAA Replica Watches rolex watches datejust tag heuer replica