27 giugno 2016 Al Cto un centro dedicato ai malati di Parkinson Il nuovo Centro di riferimento regionale per la stimolazione cerebrale profonda dedicata ai malati di Parkinson è a disposizione dei pazienti al Cto-Alesini di Roma, è una bella notizia per tante persone e anche una risposta alle difficoltà incontrate dai pazienti per effettuare l'inserimento o la sostituzione del generatore di impulsi

Un centro d’eccellenza dedicata ai malati di Parkinson e alle loro esigenze. Il nuovo Centro di riferimento regionale per la stimolazione cerebrale profonda dedicata ai malati di Parkinson è a disposizione dei pazienti al Cto-Alesini di Roma, una novità molto importante per tante persone e anche una risposta alle difficoltà incontrate dai pazienti per effettuare l’inserimento o la sostituzione del generatore di impulsi.

Una struttura innovativa e vicina ai pazienti. Il presidio della Asl Roma 2 è la struttura con i maggiori volumi di attività e la più vasta esperienza nel campo di Dbs (Deep brain stimulation) nel Lazio: 48 interventi di impianto definitivo o sostituzione di elettrodi di neurostimolatore intracranico e 28 interventi preparatori di montaggio del sistema stereotassico nel 2014, 48 impianti e 36 interventi preparatori nel 2015.

La stimolazione cerebrale profonda è una procedura chirurgica d’avanguardia che prevede l’inserimento di un elettrodo, in una determinata area del cervello, collegato ad un generatore di impulsi (un pacemaker) posizionato sottocute sulla parte alta del torace. Questa metodica, indicata quando la terapia farmacologica non è in grado di attenuare i sintomi della malattia, è utilizzata anche per altri disturbi neurologici che provocano disordini del movimento come la Distonia e la sindrome di Gilles de la Tourette.

Controlli mirati per i pazienti. Prima di procedere con l’applicazione dell’impianto vero e proprio, il paziente viene sottoposto a controlli mirati che si avvalgono di una specifica tecnica neurochirurgica, la stereotassia. Il procedimento prevede il ricorso ad uno speciale dispositivo meccanico fissato alla testa del malato, il casco stereotassico, che consente di ottenere immagini diagnostiche utili ad individuare con precisione millimetrica i punti verso i quali il neurochirurgo dovrà indirizzare gli strumenti operatori quando posizionerà i neurotrasmettitori.


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