4 ottobre 2017 Ospedali, conti e pagamenti: la cura Zingaretti in 10 punti Diverse riforme portate a termine - dalla sanità al rientro dal debito - in quasi 5 anni di lavoro. Un focus sul nostro lavoro alla Regione a partire dall’elezione nel febbraio del 2013. Leggi l’articolo di Fabio Rossi

di Fabio Rossi, il Messaggero, 4 ottobre 2017

Il focus
Diverse riforme portate a termine – dalla sanità al rientro dal debito – in quasi cinque anni di lavoro, altre ancora rimaste in mezzo al guado o bloccate. Per Nicola Zingaretti è tempo di bilanci, nella fase finale del suo mandato come presidente della Regione Lazio ottenuto a febbraio del 2013. Un compito difficile, affrontato con fortune alterne, ma al’insegna del lavoro spesso silenzioso, con il governatore spesso chiamato a fare da parafulmine per i problemi della sua amministrazione. «Siamo sommersi da un diluvio di parole e, di fronte al’enormità dei problemi, spesso la tentazione diffusa è quella di fuggire, scaricando sempre su altri le colpe – sottolinea Zingaretti – Noi abbiamo tentato di fare l‘opposto: in silenzio, assumendoci le nostre responsabilità. Studiando, facendo scelte e lavorando per produrre i fatti. C`è ancora molto da fare, ma crediamo che la strada sia quella giusta».


Il disavanzo
In via Cristoforo Colombo mettono il dito sul punto di partenza: la situazione delle finanze del servizio sanitario regionale di dieci anni fa, con due miliardi di disavanzo su 9 complessivi di budget, che portano il Governo a imporre il commissariamento della sanità e un pesante piano di rientro. Lo staff di Zingaretti snocciola i numeri della contabilità: dai 670 milioni di deficit del 2013 si arriva a 58 del 2017 (secondo le stime dei programmi operativi) con la prospettiva di un attivo di 18 milioni  previsto per il prossimo anno solare. con la prospettiva di un attivo di 18 milioni previsto per il prossimo anno solare. Il miglioramento dei conti, rivendicano in Regione, si è ottenuto riuscendo contemporaneamente a incrementare sul territorio, da 152 a 179, i livelli essenziali di assistenza (Lea), che racchiudono tutte le prestazioni, servizi e attività che i cittadini hanno diritto a ottenere dal Servizio sanitario nazionale, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Dal 1° gennaio di quest’anno è stato inoltre abolito l’extra ticket sanitario. Rilanciato anche il piano occupazionale: nel biennio 2017/18 sono previste complessivamente 2.800 assunzioni nella sanità regionale – di cui due terzi dalla stabilizzazione dei precari e un terzo ex novo – a cui si aggiungono i concorsi banditi per 55 nuovi primari.

 

In attesa
Ancora da concludere la campagna di riduzione delle liste d’attesa, che presenta però alcuni dati incoraggianti: sulle 177 mila persone da richiamare per appuntamenti fissati a lunga scadenza, dal 3 luglio al 2 settembre ne sono state raggiunte 48.286: una su cinque ha scelto di anticipare la data della prestazione già prenotata. Non completato anche il piano di realizzazione delle Case della salute: a inizio della consiliatura ne era stata annunciata una per ogni distretto sanitario, che sono 48. Al momento ne sono state invece aperte 14, con altre 12 finanziate e in via di realizzazione, per un totale di 26. Ma non si arriverà comunque a 48, anche perché alcuni distretti hanno già ospedali e ambulatori disponibili. Inoltre non sono ancora partiti i lavori per la ristrutturazione del policlinico Umberto I, dal valore di 220 milioni.

 

Le aziende
Buone notizie dal fronte finanziario: sono stati complessivamente pagati 9,8 miliardi dei 12 che costituivano il debito pregresso, riducendo il disavanzo finanziario dai 13,4 miliardi del 2012 ai 3,22 di oggi. Sul fronte delle partecipate, nell’ultimo quinquennio sono stati chiusi venti tra organismi, agenzie e società regionali. L‘amministrazione Zingaretti sottolinea anche «il risanamento dei conti Cotral, da un passivo di 29 milioni nel 2012 a un attivo di 8 lo scorso anno», nonché gli investimenti sul trasporto pubblico fatti per acquistare 420 nuovi autobus e 15 treni, con 114 carrozze Vivalto. Fallita, invece, la riforma delle Aziende territoriali per l‘edilizia residenziale (Ater): l‘obiettivo doveva essere un’Ater unica per tutto il Lazio. Invece sono rimaste 7, una delle quali (quella del Comune di Roma) alle prese con una grave crisi finanziaria, che le ha impedito due giorni fa di saldare la seconda rata delle cartelle inviate da Equitalia per 370 milioni di debiti nei confronti del Campidoglio, a causa dei anni di mancati versamenti del’Ici.


Tag: Blog
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