4 ottobre 2012 Da oggi al lavoro per fare piazza pulita del malaffare, con l’aiuto dei cittadini La situazione di degrado morale a cui la destra ha ridotto la Regione Lazio crea sfiducia e rancore. Mi è stato proposto di dare vita a un progetto di speranza, partendo dalla rivoluzione della trasparenza, della partecipazione, della pulizia e del rigore. Bisogna cambiare tutto per fare piazza pulita del malaffare. Da oggi siamo al lavoro per tornare orgogliosi di essere cittadini di questa Regione e dell’Italia. Chiedo a tutte e a tutti di aiutarmi in questa missione

Oggi c’è una priorità assoluta che sarebbe un crimine sottovalutare, ritagliandoci un ruolo da spettatori.

Bisogna fare piazza pulita del malaffare alla Regione Lazio e della situazione di degrado morale alla quale l’ha ridotta la destra.

Non è descrivibile ciò che hanno saputo fare delle istituzioni in un territorio grande e importante come la nostra Regione.

Questo degrado sta provocando un’ emergenza democratica, crescono la sfiducia e il rancore verso la politica e le Istituzioni.

C’è invece una domanda fortissima di partecipazione che viene dai cittadini, di voglia di serietà e rigore. Il Lazio, e quanto è avvenuto, è diventato un caso nazionale che dobbiamo risolvere noi.

È fondamentale rispondere a questo malessere.

In questo momento è fondamentale ricostruire la speranza e questo passa per rendere visibile, vera e credibile un’altra buona politica. Altrimenti le risposte le daranno altri con spinte populiste.

La Regione è un ente fondamentale per la sanità, il lavoro, la formazione, lo sviluppo, i trasporti cioè per la vita delle persone ed è inaccettabile che sia stata ridotta in questo stato scandaloso.

Mi è stato proposto di provare a dare vita a un progetto di speranza che parta dalla rivoluzione della trasparenza, della partecipazione e della pulizia. Del rigore della gestione della cosa pubblica.

Serve una rivoluzione che cambi tutto e non renda più possibile fare quello che è stato fatto.

Non si tratta solo di sostituire alcuni con altri, ma di rifondare la Regione. Di aprire una fase costituente che imponga rigore e sobrietà.

C’è bisogno di una drastica riduzione di enti e sottoenti. Di consigli di amministrazione e consulenti.

Ecco perché dico a tutti: il rigore e la sobrietà inizieranno da me stesso, dai miei collaboratori e dalla coalizione che deciderà di sostenermi.

Oggi questa è la scelta più difficile. Nella Regione Lazio bisogna ricostruire tutto. Politiche, ma anche regole e struttura. Una sfida radicale che richiede un impegno radicale.

Chiedo a tutti i cittadini di Roma e del Lazio di aiutarmi in questa missione.

Da oggi ci metteremo al lavoro per tornare ad essere orgogliosi di essere cittadini di questa Regione e del nostro Paese.

Leggi il testo completo del mio discorso


Tag: Blog
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