4 luglio 2012 Differenziata, grazie alla Provincia si può abbassare la tassa sui rifiuti Vince la Provincia. A scriverlo è il Corriere della Sera che racconta la rivoluzione ecologica nei Comuni del territorio. Nel 2008 la raccolta porta a porta dei rifiuti coinvolgeva 29mila cittadini, oggi sono 450 mila, con progetti già finanziati per un oltre 950mila cittadini. Ora saranno distribuite 20 mila compostiere in 12 comuni che, grazie a questo modello virtuoso, potranno ridurre la tassa sui rifiuti anche del 10% perché spenderanno di meno per raccogliere l'organico

Nella differenziata, vince la Provincia. E perde la Capitale. Mentre la mancanza della differenziata, negli ultimi dieci anni, è costata a Roma 850 milioni di euro (sostiene la società di consulenza Althesys), mentre il sindaco Gianni Alemanno «ha bloccato l’avvio del porta a porta» (sostiene Legambiente), la giunta guidata da Nicola Zingaretti ha già imboccato una strada innovativa che fa risparmiare Comuni e cittadini. È questo il senso del progetto che punta a prevenire la produzione degli scarti organici, i più costosi da raccogliere e smaltire. Come? Con la distribuzione di compostiere.

IL PROGETTO ZINGARETTI – La fase sperimentale del programma della Provincia voluto da Zingaretti è stata avviata due anni fa a Manziana, Canale Monterano e Castelnuovo di Porto. Si è conclusa con successo, e adesso comincia la fase due. La Provincia è pronta a distribuire 20 mila compostiere a 12 Comuni, il primo dei quali sarà Genzano. Seguiranno Albano, Ariccia, Ciampino, Frascati, Lariano, Lanuvio, Montecompatri, Monteporzio, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri. Allo studio l’estensione del progetto ad Anzio, Nettuno e Pomezia.

GLI SCONTI SULLA TASSA RIFIUTI – Entro la fine dell’estate il Comune di Genzano informerà i propri cittadini con una lettera e chi vorrà potrà richiedere una compostiera, che sarà in uso gratuito, per gli scarti della cucina e del giardino. In cambio otterrà una riduzione tra il 5 e il 10% della tassa rifiuti (ta.ri.) e, producendo compost, risparmierà sull’acquisto dei fertilizzanti per le campagne. Per insegnare l’uso corretto della compostiera la Provincia, con una gara, ha selezionato una società (un’Ati formata da Perica e Antares) che organizzarà visite a domicilio di personale specializzato. E spenderanno di meno anche i Comuni, perché non dovranno più raccogliere l’organico due volte alla settimana, come impone la legge, in abitazioni spesso lontane le une dalle altre.

GLI SPRECHI DELL’URBE – Mentre la Provincia cerca di risparmiare, a Roma si buttano via centinaia di milioni. Althesys, la società di consulenza strategica guidata da Alessandro Marangoni, docente alla Bocconi, calcola che nella Capitale, tra il 2001 al 2010, si siano persi 850 milioni di euro – 85 milioni l’anno – «perchè la raccolta differenziata è stata lontana dalle best practice nazionali». Questo è accaduto «a causa di circa 4,8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani mandati in discarica invece che al riciclo». Se invece si desse esecuzione al piano del Conai (Consorzio nazionale imballaggi), che prevede di «passare dall’attuale 25,6% al 50% di raccolta differenziata al 2014», il risparmio sarebbe «di circa 105 milioni di euro all’anno», il che significherebbe «38 euro all’anno per ogni romano».

RINVIATO L’OBIETTIVO 65% – Ma, secondo Legambiente, proprio la raccolta differenziata «è scomparsa dall’agenda» del Campidoglio. Il sindaco Gianni Alemanno, spiega il presidente della sezione Lazio Lorenzo Parlati, «ha voluto rinviare al 2016 l’obiettivo di legge del 65%, mentre 1.290 piccoli e grandi Comuni hanno già raggiunto questo risultato con un anno d’anticipo». Nel 2011, su un milione 866 mila tonnellate di rifiuti prodotti a Roma, solo 466.500 sono state oggetto di raccolta differenziata.

A UN PASSO DALLE SANZIONI – E intanto non c’è ancora accordo sulla sostituzione di Malagrotta. «La verità – sostiene Legambiente – è che in queste condizioni non c’è nessun sito idoneo». Il ministro all’Ambiente Corrado Clini, nell’audizione di martedì 3 davanti alla commissione Ecomafie, non ha nascosto quanto la situazione sia difficile: «La procedura di infrazione – ha ricordato – è riferita a Malagrotta, ad altre discariche del Lazio e al deficit degli impianti. La Commissione europea ci ha chiesto una risposta entro il 31 luglio 2012. Noi stiamo lavorando, ma gli strumenti che abbiamo a disposizione non ci permettono di dare una risposta: a oggi non c’è soluzione che risolva la procedura di infrazione in corso». E quindi scatteranno le sanzioni.

«PIANO NON SOTTOSCRITTO» – Per di più, ha reso noto Clini, «Il piano per Roma, sottoposto a Regione, Provincia e Comune, non è stato sottoscritto». Unica nota positiva, l’esclusione di Corcolle dalla lista dei siti possibili: in caso contrario, secondo Althesys, il probabile sto delle visite a Villa Adriana sarebbe costato 53 milioni di euro ogni anno.

Lavinia Di Gianvito


Tag: Blog
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