6 dicembre 2011 Diritti umani: una battaglia di tutti I Paesi ricchi e l’Europa sono precipitati in una crisi economica drammatica, che rischia di portare le persone ad essere più egoiste. Invece bisogna educare educare le nuove generazioni e le persone a essere più civili e a sentirsi parte di una comunità. Per questo la Provincia sostiene un'iniziativa dedicata agli insegnanti che educa i ragazzi sui diritti umani, perché in una società senza solidarietà vivono tutti peggio

“Quella in favore dei diritti umani è una battaglia che fa bene a tutti: bisogna interessarsi e farsi partecipi delle sofferenze dell’altro. Solo così si possono educare le nuove generazioni e le persone a essere più civili e a sentirsi una comunità”.

Nicola ha aperto così l’incontro ‘Educare, partecipare, agire. Approcci partecipativi agli apprendimenti’, organizzato da Amnesty International e dall’Associazione Nazionale dei dirigenti e delle alte Professionalità della scuola (Anp).

L’iniziativa è dedicata agli insegnanti con lo scopo di illustrare ai partecipanti come educare i ragazzi sui temi dei diritti umani attraverso modalità partecipative e lezioni più’ coinvolgenti e diverse da quelle frontali.

Il seminario rientra nell’ ambito di una serie di iniziative di formazione sui diritti umani organizzate da Amnesty presso il centro Peter Benenson di Roma rivolte a diverse categorie professionali dai docenti agli avvocati e ai giornalisti.

“Non dobbiamo nascondere il fatto – ha detto Nicola – che i Paesi ricchi e l’Europa sono precipitati in una crisi economica drammatica, che rischia di portare le persone ad essere più egoiste. Questo fa si che i processi di discriminazione siano più gravi e presenti. Noi non possiamo permetterlo, perché in una società senza solidarietà vivono peggio tutti”.


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