6 ottobre 2015 La farmaceutica è un’altra eccellenza del Lazio su cui stiamo puntando Il chimico-farmaceutico rappresenta un settore chiave per il Lazio, le esportazioni dei prodotti farmaceutici e medicali rappresentano infatti il 43% del totale regionale. Nel secondo trimestre del 2015 il dato è migliorato ancora con un’impennata del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2014

di Daniele Autieri, La Repubblica, 6 ottobre 2015

II chimico-farmaceutico non si ferma. Anzi, ha ripreso a trainare l’economia del Lazio partendo dalle vendite all’estero. Ormai il 43% delle esportazioni regionali è rappresentato da prodotti farmaceutici e medicali, una quota raggiunta dopo l’ultima spinta registrata nel secondo trimestre del 2015 quando, secondo l’Istat, le vendite all’estero del settore sono cresciute del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. Dopo gli anni della crisi che non hanno risparmiato neanche loro, i colossi del farmaco hanno ripreso a produrre e a vendere fuori dai confini italiani. La Jannsen di Borgo San Michele, ad esempio, ormai esporta il 95% della sua produzione, e cifre simili riguardano le altre multinazionali presenti nella regione come la Recordati o la Bristol-Myers Squibb.

In termini di “balzo” su scala nazionale, quello del farmaceutico laziale è il terzo per rilevanza dopo le vendite di autoveicoli di Piemonte e Basilicata. Inoltre è l’unica voce in cui il saldo tra esportazioni e importazioni è positivo nell’industria laziale (1,2 miliardi). La crescita riguarda tutta la regione ma impatta in particolare sull’economia della provincia di Latina che occupa un ruolo centrale nello sviluppo del settore. Il 77% delle esportazioni in provincia è infatti costituito proprio da prodotti medicinali, un primato assoluto in tutta Italia pe rilevanza di un singolo settore. Sempre ai primi posti della classifica nazionale seguono altre province laziali come Frosinone, dove l’export chimico-farmaceutico vale il 63% del totale e Rieti, dove raggiunge il 60%.

La forza di questo comparto, oltre al prestigio dei soggetti in campo, molti dei quali come si diceva sono multinazionali che hanno scelto il Lazio come sede dei loro stabilimenti, è data dal grado di innovazione tecnologica dei produttivi e dalla formazione dei lavoratori, il 90% dei quali è laureato o diplomato. Un vanto per un settore che conta 15mila addetti diretti e altri 6mila nell’indotto.


Tag: Blog
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