3 luglio 2015 Sanità: migliorare i conti e la qualità delle cure è possibile Continua la tendenza al miglioramento: aumentano le fratture del femore operate entro due giorni; buone notizie anche per quanto riguarda l’angioplastica coronarica e la colecistectomia laparoscopica. E il nostro impegno continua per migliorare ancora

Da quando siamo arrivati siamo al lavoro per migliorare la qualità delle cure e dei servizi per i cittadini: tutto questo passa anche per la valutazione delle cure che eroghiamo e della loro qualità. Come? Attraverso PReValE, il Programma Regionale di Valutazione degli Esiti del Lazio che analizza e valuta gli interventi a cui tutti i cittadini dovrebbero avere accesso in condizioni di equità. L’accesso al sito PReValE da parte dei professionisti e degli operatori delle aziende sanitarie del Lazio è passato da circa 300  a 2300 nell’edizione 2014. Da giugno 2013 alcuni di questi indicatori sono stati inseriti come obiettivi dei Direttori Generali.

Anche quest’anno confermata una tendenza al miglioramento. I dati dell’edizione 2015 del Programma Regionale di Valutazione degli Esiti  dimostrano che c’è un tendenza in netto miglioramento:  la tempestività aumenta per gli interventi chirurgici da frattura di femore, gli interventi per angioplastica primaria, e per la degenza post intervento di colecistectomia laparoscopica.

Aumentano le fratture del femore operate entro due giorni. Nel Lazio le fratture del femore sono circa 10.000 ogni anno, sono in aumento, con 1.000 casi in più rispetto all’anno precedente. Nel 2014 gli interventi per fratture del collo del femore eseguiti entro due giorni dall’accesso in ospedale sono passati dal 41% al 49%. Effettuare l’intervento nei tempi raccomandati comporta significative ricadute positive per i pazienti, per tanti aspetti: dal recupero funzionale alla durata del dolore fino al rischio di complicazioni. L’operazione effettuata tempestivamente, a parità di età e fattori di rischio, riduce anche il rischio di decesso a un anno di distanza dalla frattura. Nonostante la media sia in miglioramento ci sono ancora differenze tra le varie strutture.

Buone notizie anche per quanto riguarda l’angioplastica coronarica. Si tratta di un intervento salvavita molto efficace negli infarti acuti “gravi”: anche in questo caso la percentuale è aumentata, siamo passati dal 35% del 2013 al 42% del 2014, e anche questo caso ci sono diversità tra le varie strutture. C’è da dire anche che questa tipologia di intervento, così utile nel caso di infarto acuto del miocardio, può risultare invece inappropriata in assenza di infarto acuto del miocardio. Nel corso degli ultimi anni l’inappropriatezza è diminuita a favore degli interventi più efficaci come l’angioplastica primaria, ma è ancora alta.

La colecistectomia laparoscopica. È ormai l’intervento di elezione per la colelitiasi e tra i suoi vantaggi ha quello di ridurre le complicanze rispetto all’intervento in laparatomia e di garantire una degenza post operatoria più breve, inferiore ai tre giorni. In questo caso siamo passati dal 55% del 2012, al 61% del 2013 al 67% del 2014. Anche in questo caso c’è da rilevare un’eterogeneità molto alta tra le diverse strutture.

Siamo al lavoro anche per risolvere le tante criticità che ancora ci sono: dall’eterogeneità dei risultati tra le diverse strutture e ASL del Lazio all’alta proporzione dei parti cesarei primari fino alla frammentazione degli interventi chirurgici.

Gli interventi per ridurre le criticità. Tra le altre cose abbiamo introdotto per la prima volta alcuni indicatori di qualità della chirurgia oncologia per il tumore della mammella, ma non solo: al via anche nuove misure sull’uso inappropriato i farmaci che possono avere conseguenze negative sulla salute.

La proporzione dei parti cesarei primari.  Nel 2014 è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2013, con il 30% di donne che hanno eseguito cesarei eseguiti in donne senza precedente parto cesareo, un tasso molto alto. Anche la proporzione di cesarei primari varia tra le diverse strutture: alcune di queste rimangono ben al disotto del 25% pur avendo alti volumi di parti.

L’assistenza territoriale e i percorsi diagnostico terapeutici. Per l’edizione 2015 abbiamo introdotto anche criteri di valutazione dell’effettiva attivazione dei percorsi assistenziali mirati e per i pazienti con patologie croniche come diabete, BPCO, post IMA e post ictus. Anche in  questo caso dalle prime analisi risultano grosse eterogeneità, tra ASL e tra distretti della stessa ASL.

Un altro esempio è la prescrizione di antibiotici nei bambini, ad alto rischio di inappropriatezza e con un potenziale di futura resistenza all’antibiotico. C’è anche un problema di bassa aderenza alla terapia farmacologica per la prevenzione secondaria dell’infarto acuto del miocardio:  anche in questo caso il dato varia nelle diverse ASL.

È molto importante  che questi dati migliorano mentre la spesa sanitaria sta tornando sotto controllo. Quindi distruggiamo il finto teorema per cui alla riduzione della spesa corrisponde una riduzione della qualità delle cure.


Tag: Blog
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