16 settembre 2014 Fecondazione assistita, il Lazio torna una regione all’avanguardia, più civile e più umana Abbiamo fissato le regole per l'erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Regione Lazio. 21 i centri operativi nel Lazio per dare un’assistenza di qualità alle donne e alle famiglie in totale sicurezza

Abbiamo fissato le regole per l’erogazione delle prestazioni di fecondazione medicalmente assistita nei centri della Regione Lazio. Chiudiamo così una fase di assoluta incertezza e di vero e proprio caos che è durata anni.

Un sistema di centri per dare un’assistenza di qualità alle donne e alle famiglie in totale sicurezza. Il nostro atto segue il canovaccio stabilito dalla Conferenza Stato Regione e ricalca il modello adottato dalla Regione Toscana.

Per i cicli di eterologa e omologa l’età massima della donna per essere a carico del servizio sanitario regionale è di 43 anni. Nelle strutture pubbliche possono essere effettuati tre cicli.

Nel Lazio la stessa tariffa delle altre Regioni. La quota di compartecipazione per la prestazione di procreazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa, sarà uguale a quella stabilita dalle altre Regioni: 500 euro. Fa eccezione la Lombardia che ha deciso autonomamente di far pagare per intero il costo della prestazione.

Entro l’anno regole trasparenti e sicure uguali per tutta la rete delle Pma, sia pubblica che privata. Le procedure per la verifica dei requisiti necessari all’accreditamento sono infatti ormai in dirittura di arrivo.

21 centri operativi nel Lazio. Su una platea di 48 centri che erano registrati presso l’Istituto superiore di sanità, solo 23 sono risultati in possesso dei requisiti richiesti. Di questi, 7 sono centri pubblici, 16 privati. 2 di questi, attivi a Sora e Frosinone, hanno già ottenuto il via libera. Altri due invece, pur avendo i requisiti, hanno rinunciato. I centri saranno quindi in tutto 21.

Lo stato attuale dei centri. Attualmente l’unico centro Pma pubblico in funzione a Roma è quello del S. Anna. A breve riaprirà anche la struttura del S. Filippo Neri che sta risolvendo il problema del certificato antincendio, lo stesso vale per il Pertini. Per i centri del S.Camillo, Gemelli, S.Maria Goretti di Latina, e Policlinico Umberto I, invece, le procedure di autorizzazione sono ormai definite.

Anche in questo campo il Lazio torna ad essere una regione all’avanguardia, più civile e più umana.

 


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