24 giugno 2015 Con L’Europa il Lazio cambia e diventa più forte Oggi abbiamo presentato la nuova programmazione europea ai cittadini: è stato un bel momento di partecipazione con oltre 3mila persone a cui abbiamo raccontato come investiremo oltre tre miliardi di euro legati a 45 azioni di governo. È una vera e propria sfida collettiva che coinvolge tutti e tutte, un punto di svolta del nostro lavoro con una comunità che si ritrova per crescere e cambiare

In questi due anni siamo stati coerenti con un obiettivo: cambiare il Lazio con un nuovo modello di sviluppo e ricollocare la nostra regione in Europa. Una spinta determinante a cambiare. Oggi, quasi a metà mandato, siamo a un vero e proprio punto di svolta del nostro lavoro. Abbiamo dato inizio a nuova fase di sforzo collettivo, con una comunità che si ritrova per crescere e cambiare, perché è proprio così: con l’Europa il Lazio cambia e diventa più forte.

Oggi abbiamo presentato la nuova programmazione europea ai cittadini: è stato un bel momento di partecipazione
con oltre 3mila persone che hanno condiviso il nostro impegno tra, cittadini, amministratori, imprenditori, artigiani e agricoltori. Dopo aver risanato il bilancio investiamo e proiettiamo il Lazio nel futuro.

Più efficienza, più coordinamento, più trasparenza e più opportunità per cittadini e imprese. Oltre tre miliardi di euro legati a 45 azioni di governo: vuol dire più sviluppo nel territorio, più lavoro e più qualità dello sviluppo. E tutto questo, tra l’altro, avviene con uno strumento nuovo che c’è e che utilizziamo per la prima volta: la cabina di regia unica per i fondi europei. Apriamo gli sportelli Europa nei territori per far conoscere e dare notizie e informazioni dei bandi a tutte e a tutti.

Costruiamo una sfida che coinvolga tutti e tutte e che è partita fin dall’inizio con un programma di governo che individuava proprio nell’Europa la più grande occasione di rigenerazione del Lazio e l’orizzonte naturale per cambiare la nostra regione. A marzo 2013, il Lazio era di gran lunga l’ultima regione italiana per certificazione della spesa fondi Ue. Ora siamo a un passo dall’obiettivo 100%.  In due anni abbiamo fatto dei passi in avanti incredibili, abbiamo aumentato del 123% la capacità di spendere i fondi della nuova programmazione.

Un unico disegno per le risorse finanziarie europee, nazionali e regionali. Tutto questo è possibile grazie alla Cabina di regia per i fondi europei di cui ci siamo stati per la prima volta e che ci permette di armonizzare le risorse. Un interlocutore unico, che ascolta le diverse istanze e riesce a trovare una sintesi coerente con una strategia di governo e di sviluppo.

Da qui è nata la programmazione unitaria contenuta nelle 45 azioni non a canne d’organo ma in dialogo tra di loro: per questo, alcuni temi sono trasversali nelle 45 azioni: come ad esempio il turismo, l’agenda digitale e l’economia del mare, ma non solo: anche l’attenzione per le diverse realtà dei territori: come le grandi aree urbane, le periferie e le aree interne.

Diamo al lazio un percorso di sviluppo per rigenerare l’economia, per ridare valore al territorio, per prendersi cura delle fragilità. E lo facciamo con progetti concreti, pronti a incontrare sul campo persone, imprese, sistemi locali, comunità. L’obiettivo non è un aumentare di qualche punto il Pil, ma una rigenerazione profonda della Regione.

Dobbiamo attuare questi provvedimenti in modo rapido e concreto. Non possiamo permetterci ritardi. su molte delle azioni previste nella programmazione unitaria ci siamo già mossi: penso alla sfida della crescita digitale, con i primi progetti per la banda ultralarga; alle case della salute; agli interventi per la mobilità , ai bandi per la ricerca o quelli per la creatività. In totale, alla fine del 2015  saranno partite ben 38 sulle 45 azioni previste. 

In particolare stiamo facendo tutto questo per:

  1. Rilanciare il sistema produttivo e la competitività
  2. Valorizzare il territorio e lo sviluppo dell’agricoltura
  3. Rimettere al centro il lavoro, con nuove opportunità per giovani e meno giovani, anche grazie al contratto di ricollocazione
  4. Favorire la conoscenza e la formazione
  5. La qualità della vita delle persone a partire dai diritti e con pari opportunità e equità sociale per tutti

 

 

 

 


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