5 giugno 2017 Il Forlanini rinasce: consultazioni on line per scegliere i progetti migliori Dopo anni di abbandono e incuria, il complesso storico del Forlanini sta per rinascere con nuovi servizi a disposizione di tutte e tutti. Per scegliere i progetti migliori, sono chiamati a una consultazione on line anche i residenti. È un bene pubblico che facciamo rivivere per il bene di Roma

di Mauro Evangelisti, Il Messaggero, 3 giugno 2017

Il focus
Dal 2015 il Forlanini non è più un ospedale. Gli storici padiglioni, ormai vuoti, hanno dovuto difendersi dal degrado, dai senza tetto che vi dormivano dentro, dai furti. Oggi la Regione per garantirne la bonifica e la vigilanza ha speso un milione di euro; in un anno solo per le guardie giurate che lo sorvegliano almeno 300 mila euro. E c’è finalmente un piano di utilizzo, complicato e dunque sempre a rischio ritardi e contrattempi.

 

Futuro
Viaggia su quattro binari: la maggior parte sarà ceduta a un fondo dell’Agenzia del Demanio e del Mef, che a sua volta dovrebbe venderlo al ministero degli Esteri. La Farnesina vorrebbe ricavarne residenze per studenti stranieri, sedi di rappresentanze estere e istituzioni come la Fao. Un’altra fetta, invece, sarà utilizzata per servizi pubblici e tra qualche giorno i romani potranno partecipare a un sondaggio on line in cui sceglieranno tra varie opzioni: casa della salute, asilo nido, rsa, istituti culturali (all’interno del complesso del Forlanini vi è già uno storico teatro). Sulla base del responso del sondaggio, Regione, Municipio e Roma Capitale decideranno cosa realizzare. Un’altra palazzina è riservata alla caserma dei carabinieri, per la quale c’è già il contratto d’affitto. Sono stati quasi completati i lavori, ma ora si è in una fase di stallo per alcune osservazioni della Sovrintendenza che dovrebbero essere presto superate, anche perché il buon senso dice che forse lo stato di abbandono tutela un bene in modo meno efficace di una caserma dei carabinieri. Infine, la parte dell’entrata e dei giardini ospiterà iniziative dell’Estate romana: c’è un bando pubblico, l’8 giugno è il termine ultimo per la presentazione delle proposte.

Ma per capire quanto sia importante la scelta del futuro del complesso del Forlanini bisogna partire da un po’ di storia e da alcuni numeri. Il complesso, che nacque come sanatorio per i malati di tubercolosi, ha un significativo valore architettonico e fu inaugurato nel 1934. Composto da padiglioni e giardini al Portuense a pochi minuti da Trastevere, dunque in una zona molto centrale, ha una estensione di 170mila metri quadrati. Per capirci: è una superficie pari a quindici campi da calcio o, per usare un altro termine di paragone, a cinque volte il più grande centro commerciale di Roma. Pensare che un complesso di tale valore storico e di queste dimensioni, a ridosso del centro della Capitale, sia vuoto e inutilizzato, è molto doloroso, anche se era divenuto antieconomico, secondo gli esperti, utilizzarlo come ospedale.

Di qui il piano della Regione che il presidente Nicola Zingaretti presenta in questo modo: “Ormai ci siamo. Con oltre 200 milioni di investimenti pubblici, dopo anni di abbandono, sta per rinascere il complesso del Forlanini che resterà pubblico e offrirà servizi ai cittadini. Una consultazione anche on line fra i residenti a giorni stabilirà quali saranno le nuove vocazioni pubbliche di quella splendida area della città che resterà al servizio del quartiere e di tutta Roma. Intanto già questa estate apriremo l’area ad eventi culturali aperti alle romane, ai romani e ai turisti».

Schema
Ricapitolando: detto della palazzina ristrutturata in cui, appena arriverà il via libera della Sovrintendenza, sarà ospitata la caserma dei carabinieri, va precisato che dei 170 mila metri quadrati complessivi, 150mila metri quadrati saranno venduti dalla Regione al fondo dell’Agenzia del demanio per 70 milioni di euro. Il Ministero degli Esteri ha già manifestato il suo interesse per l’acquisizione e spenderà 200 milioni di euro per l’ammodernamento, per creare una “Cittadella del mondo” in cui, come detto troveranno posto sedi diplomatiche e di istituzioni internazionali, ma anche residenze per operatori e studenti stranieri. Infine, a completare la torta, ci sono i 20 mila metri quadrati che restano alla Regione per la cui destinazione tra pochi giorni partirà il referendum on line.

 


Tag: Blog
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