22 maggio 2017 Visita al cantiere del nuovo ospedale dei Castelli, il discorso del premier Paolo Gentiloni Il discorso del premier, Paolo Gentiloni, nel corso della visita al cantiere del nuovo ospedale dei Castelli, ad Ariccia.

Caro Presidente della Regione, caro Nicola, cari sindaci, rappresentanti del Parlamento, del  Consiglio regionale, autorità civili e religiose,  per me oggi la visita a questo cantiere di quello che sarà un ospedale di eccellenza e di grandi dimensioni in questo territorio è un’occasione innanzitutto per ringraziare, perché come abbiamo ascoltato dal presidente Zingaretti non abbiamo fatto solo una visita a una struttura che sta per nascere ma cogliamo l’occasione per registrare l’andamento di un percorso, e di questo dobbiamo ringraziare tutti coloro che ne sono stati i protagonisti.

Dalle maestranze che hanno lavorato in questi anni per dar vita a questo ospedale agli operatori sanitari, i medici, i responsabili del sistema sanitario, i responsabili politici e da ultimo ma non certo per ultimo il sub commissario Bissoni che abbiamo appena ascoltato e che credo meriti il grazie di tutti noi per quello che ha fatto in questi anni. Dalle sua parole diplomatiche abbiamo tutti capito che non è stato facile il lavoro fatto insieme al presidente Zingaretti in questi anni; e mi ha fatto piacere che Zingaretti abbia richiamato l’impegno delle giunte precedenti e anche la convergenza di forze politiche diverse in questo lavoro. Se la sanità del Lazio torna in un contesto che Bissoni ha definito di normalità, è il frutto di uno sforzo straordinario, innanzitutto dei nostri concittadini, ma anche della convergenza unitaria delle istituzioni locali, regionali e nazionali, e di questo davvero vi ringrazio.

Al centro di questa convergenza credo debba esserci un concetto elementare, e cioè che oggi le istituzioni hanno come primo dovere quello di dimostrarsi impegnate e di essere impegnate in un compito elementare di protezione dei nostri cittadini. Anche in un tempo in cui le aspettative di vita sono allungate, i livelli di salute e sicurezza aumentano, sappiamo benissimo che la domanda di sicurezza, di tutela, di protezione nella nostra società non si riduce ma aumenta. Siamo di fronte a questa contraddizione: si vive più a lungo, si vive più sicuri, ma forse in parte è anche per questo, per l’invecchiamento della popolazione, che  si chiede allo Stato e alle istituzioni locali e regionali tutela e protezione. E questo è il primo messaggio che il sistema sanitario deve essere capace di mandare. Io rivendico, al di là dei dettagli, soprattutto questo ad esempio, nella decisione che ha preso il Consiglio dei Ministri alcuni giorni circa la reintroduzione dell’obbligatorietà dei vaccini in alcuni dei campi in cui non erano più obbligatori. È la risposta a una domanda di innalzare i livelli di tutela e protezione per i nostri bambini e le nostre famiglie.  È quello che dobbiamo fare se vogliamo risponder all’esigenza che ci viene dai nostri concittadini.

La curva che abbiamo visto di questi dieci anni ci dimostra che con sacrificio, con l’impegno, con la lotta quotidiana per la legalità di cui ha parlato Bissoni si può uscire da una condizione di estrema difficoltà, gradualmente, e si può  candidare il Lazio, come ha detto Nicola Zingaretti, ad essere nei prossimi mesi una regione che esce dalla condizione straordinaria di commissariamento e arriva a una condizione di normalità. Non sarà la soluzione di tutti i problemi naturalmente, perché resterà necessaria una gestione trasparente e manageriale di tutte le nostre strutture; resterà necessario fare i conti con il contenimento dei costi, con il miglioramento dell’organizzazione sanitaria, ma si metterà il punto ad una fase e si volterà pagina. E il Governo ha tutto l’interesse a collaborare in questa direzione, con la consapevolezza -che credo debba animare tutti noi- che il risanamento, che è necessario, che è stato anche doloroso per certi versi, non è in contraddizione con il principio della sanità pubblica come valore universale, che è un principio cardine della nostra società, a cui non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare.  Ma è proprio per garantire l’universalità del sistema sanitario pubblico, che dobbiamo lavorare per risanarlo, per riportarlo alla trasparenza e alla legalità, per evitare sprechi, per esaltare le professionalità che ci sono e che dobbiamo mettere al centro del nostro lavoro.

Nessuno rinuncia alla sanità pubblica in un Paese come l’Italia. Il Governo la difende e la promuove, ma tutti insieme dobbiamo rendere possibile questa difesa grazie al lavoro che stiamo facendo e di cui il Lazio è finalmente, credo, un esempio positivo. È un messaggio di ottimismo quello che viene da un percorso come questo, e lo voglio sottolineare in una giornata in cui sottolineo anche altri messaggi di ottimismo. Vedo che ci sono degli aggiustamenti in rialzo delle previsioni di crescita del nostro Paese: si dirà l’Istat l’ha aggiustati solo di uno 0,1%, ma qui si vive di aggiustamenti progressivi. Sappiamo che le condizioni di crescita del nostro Paese che finalmente ci sono, sono graduali, e il fatto che in una giornata come oggi si registri che questa gradualità ha una spinta verso l’alto è un fatto che ci incoraggia ad affrontare a testa alta le sfide che la nostra economia avrà nei prossimi mesi e che io penso potrà affrontare in modo stabile e con fiducia  nel futuro. Si parla spesso nel nostro Paese di casi di corruzione, di casi di malasanità, e ci sono, li abbiamo visti, hanno attraversato anche la nostra regione.

Lasciatemi dire però, visto che ho il privilegio di svolgere il lavoro che svolgo: ho avuto occasione di visitare diverse strutture, qualcuna come paziente, nel nostro Paese. Ci sono delle straordinarie storie di eccellenza che dobbiamo avere il coraggio di rivendicare. Perché poi a tutti noi come pazienti, come familiari di pazienti come amici di pazienti, è capitato di vederle da vicino queste storie di eccellenza, e di rendersi conto di quanto il nostro Paese, accanto alle difficoltà e addirittura ai fenomeni corruttivi, ha degli esempi da mostrare al mondo. Noi possiamo avere in questo momento l’invidia di una parte dei Paesi che sono attorno a noi per come funziona il nostro sistema sanitario nelle sue eccellenze.

E dobbiamo avere l’onestà intellettuale di vederle attorno a noi queste eccellenze, e di ringraziare quei medici, quegli operatori, quei dirigenti, che ne sono protagonisti. Da un messaggio come quello di oggi, da un cantiere che si avvia, nei prossimi mesi, a diventare una delle grandi strutture ospedaliere dell’area metropolitana di Roma, credo venga un messaggio di fiducia: nella collaborazione tra istituzioni, nel rapporto tra istituzioni e cittadini, nell’idea che una società come la società italiana ha tra i suoi pilastri la società pubblica e che a questo pilastro non intende rinunciare. Grazie e buon lavoro a tutti.


Tag: Blog
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