21 dicembre 2011 I giovani per il riscatto dell’Italia Bozze di risoluzione, negoziazioni e risoluzioni di conflitti. E’ la simulazione dell’Assemblea Generale dell’Onu che ha coinvolto mille studenti impegnati nei panni dei diplomatici per approfondire i temi dell’agenda politica mondiale. Ragazze e ragazzi modello per una generazione della quale spesso si parla solo in negativo, quando tira le molotov, si arrabbia o si droga. Se non si aiutano i giovani non si aiuta l’Italia

Si sono chiusi all’Auditorium i lavori di ‘Model United Nations’: per tre giorni circa 1.000 studenti delle scuole di Roma e provincia hanno indossato i panni dei diplomatici per approfondire i temi dell’agenda politica mondiale, le dinamiche di funzionamento delle principali istituzioni e gli strumenti della cooperazione internazionale simulando quanto avviene nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite con tanto di discorsi, bozze di risoluzione, negoziazioni e risoluzioni di conflitti tra studenti, divisi in sette gruppi.

“E’ la prima volta che Roma ospita un evento per i giovani di questa portata legato alle Nazioni unite – ha detto Nicola – circa 1.000 tra ragazze e ragazzi per tre giorni hanno discusso dei grandi problemi del mondo, come costruire la pace, la solidarietà e la non violenza”.

“Gli studenti – ha proseguito – hanno potuto toccare con mano quanto sia difficile e utile ascoltare le ragioni dell’altro e quanto sia complicato scrivere una risoluzione partendo da posizioni diverse per trovare un punto di compromesso che sia il più condiviso possibile. In 350 parteciperanno a gennaio a un workshop ad Harvard (Boston) mentre a marzo 350 ragazzi italiani saranno alla 38esima edizione della National High School Model Conference nella sede delle Nazioni Unite a New York”.

“Per tre giorni – ha aggiunto Nicola – questi ragazzi hanno lavorato solo in inglese, un punto di orgoglio per una generazione della quale spesso si parla solo in negativo, quando tira le molotov, si arrabbia o si droga. In questo momento se non si aiutano i giovani non si aiuta l’Italia, bisogna capirlo in fretta. Crediamo nel valore insostituibile della scuola pubblica italiana, perché in un momento difficile la scuola, la ricerca e l’Università possono essere i motori dello sviluppo”.


Tag: Blog
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