20 giugno 2011 Il Pdl laziale sfiduci il Governo

La polemica sui dicasteri «I ministeri vanno trasferiti, ma non al Nord, piuttosto a Pietralata, per realizzare una moderna Capitale federale»

«I ministeri vanno trasferiti, è vero. Ma non al nord come chiede la Lega, piuttosto a Pietralata»: Nicola Zingaretti, presidente della Provincia ed esponente di spicco del Pd, commenta gli affondi del Carroccio da Pontida con quella che può sembrare una battuta. Ma non lo è affatto. Anzi, è l’inizio di un ragionamento politico.

Allora i ministeri devono andare in periferia? «Devono andare in tempi rapidissimi a Pietralata dove è prevista da anni la realizzazione dello Sdo. Come ripete sempre Roberto Morassut (assessore comunale all’Urbanistica della giunta Veltroni), entro il 2012 i lavori devono partire, altrimenti i proprietari dei terreni espropriati possono presentare i ricorsi perché le aree sarebbero rimaste inutilizzate oltre i termini di legge. Con i ministeri a Pietralata, si realizzerebbe un passo importante verso la nascita di Roma Capitale magari di uno stato federalista. Ma il raduno di Pontida secondo me testimonia proprio questo: il fallimento del federalismo».

Si spieghi.. «Il federalismo è il trasferimento dei poteri dallo stato centrale ai territori, mentre la Lega chiede il trasferimento di uffici ai territori, lasciando però il potere allo Stato centrale. Il problema è che il federalismo, così come lo ha pensato questa maggioranza, non riesce a partire e non partirà mai: i decreti attuativi sono impantanati. Ed è lo stesso discorso per Roma Capitale: hanno cambiato il nome sulla carta intestata del Comune, ma i poteri sono rimasti dove stavano».

E sull’asse Padania-Roma la guerra a colpi di slogan della Lega continua… «Sì, è un modo per nascondere la sconfitta, per non ammettere il fallimento della riforma federalista promessa agli elettori, per non riconoscere il fallimento del governo Berlusconi. E ogni volta alzano la voce: con i pedaggi sul Raccordo, con i ministeri, poi cercando di portare a Milano pezzi importanti di Raidue, della Consob e dell’Autorità per la concorrenza. Ma il federalismo con tutto ciò non c’entra nulla».

Molto rumore per nulla o Roma rischia di perdere qualche «pezzo»? «Il rischio esiste ed è concreto, perché nei sistemi al collasso c’è sempre chi cerca di piazzare il colpo di coda per lasciare il segno. Senza considerare che Roma già paga il prezzo di questa situazione: il fallimento del federalismo e di Roma Capitale che hanno fatto perdere molto tempo e rallentato la modernizzazione della città, che non ha gli strumenti per rendersi competitiva con le altre grandi Capitali».

Gianni Alemanno e Renata Polverini hanno responsabilità in tutto ciò? «Non voglio fare polemiche, perché in questo momento è importante fare fronte comune e in questo senso io offro la mia massima collaborazione».

Ma secondo lei Alemanno e Polverini hanno sottovalutato il problema? «Resta agli atti che sicuramente è stato affrontato fino a pochi mesi fa come se fosse un problema di folklore».

Si riferisce al famoso pranzo a base di pajata e polenta con Bossi e Calderoli? «Lasciamo perdere, non è il momento delle polemiche. Del resto mi sembra che il sindaco Alemanno adesso abbia preso una posizione decisa e ferma. Il problema è se dietro la Lega c’è il governo, come è stato finora».

Che cosa fare allora? «È necessario che tutti i parlamentari laziali del Pdl trovino la forza e il coraggio per prendere posizione ufficialmente contro il governo. Se dovessero arrivare anche con voto di fiducia provvedimenti per il trasferimento dei ministeri o comunque dannosi per Roma, allora i parlamentari del Pdl devono avere il coraggio e la coerenza di dire no. Se necessario, sfiduciando il governo. Non c’è altra scelta».

Paolo Foschi


Tag: Blog
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