9 gennaio 2013 Il S. Filippo Neri può e deve essere salvato, con un piano sanitario regionale condiviso con gli operatori del settore Bisogna aprire una fase nuova, dire no a una politica dei piani di rientro che è attenta solo agli equilibri finanziari, fare piazza pulita delle truffe e costruire insieme agli operatori del settore un nuovo modello della salute

Oggi ho incontrato i lavoratori del S. Filippo Neri, che stanno vivendo una situazione delicatissima.  Sono convinto che quest’ospedale  può e deve essere salvato, cosi come tutta la sanità del Lazio. Dobbiamo costruire un modello con cui dimostrare che è possibile.

Se sarò eletto non riproporrò la linea dall’ex commissario Bondi, le sue scelte sul S. Filippo Neri  sono state dettate eccessivamente da una cultura contabile che non ha prodotto nessun risultato. Vanno considerati anche altri fattori quando si parla di lavoro, vita e salute.

La Regione Lazio in questi ultimi anni non ha avuto una politica sanitaria degna di questo nome . Dobbiamo voltare pagina ed aprire una fase nuova, segnata da più trasparenza e pulizia, superando la dimensione opaca tra politica e sanità.

Per questo dobbiamo costruire un piano sanitario regionale condiviso con gli operatori del settore. È il momento di archiviare quella politica di piani di rientro che è attenta solo agli equilibri finanziari.

Dobbiamo fare piazza pulita delle truffe e degli sprechi e puntare su nuove forme di sanità, sulle  case della salute e sull’ assistenza domiciliare. Così miglioreremo l’ offerta sanitaria tutelando al tempo stesso l’occupazione.


Tag: Blog
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