22 febbraio 2011 Il Tar boccia il decreto sui pedaggi

Il Tar del Lazio ha disposto l’annullamento del decreto ministeriale che ha aumentato le tariffe sul Grande Raccordo Anulare. A ottobre era stato fatto ricorso al Tar del Lazio da parte di Nicola (con l’appoggio dei sindaci dei comuni del territorio provinciale: da Albano a Velletri, da Ladispoli a Frascati, da Ciampino ad Ariccia passando per Morlupo, Palestrina e Subiaco). Oggi il Tar del Lazio ha annullato il decreto.

Il decreto, dicono i giudici amministrativi, non prende in considerazione l’esistenza di persone che percorrono le strade di interconnessione senza però entrare nelle autostrade, come nel caso del Gra di Roma. Non solo; lo stesso decreto è stato adottato anche in violazione delle norme comunitarie in materia. Sono queste in sostanza le motivazioni per le quali il Tar del Lazio ha disposto l’annullamento del decreto ministeriale con il quale il 25 giugno 2010 sono state individuate le stazioni di esazione per le quali dovevano essere applicati gli aumenti dei pedaggi a decorrere dal primo luglio scorso.

Oggi la pubblicazione delle motivazioni delle sentenze con le quali i giudici hanno accolto il ricorso proposto dalla provincia di Roma. Secondo i giudici amministrativi è fondato il motivo di ricorso secondo il quale il decreto impugnato «avrebbe individuato caselli o stazioni di esazione collocati in luoghi non direttamente o comunque non necessariamente interconnessi con tratte autostradali per le quali è stato imposto il pagamento di un pedaggio – si legge nelle sentenze – con conseguente imposizione agli automobilisti di una prestazione patrimoniale aggiuntiva che prescinderebbe dall’utilizzo in concreto del tratto viario interessato dal pedaggio».

Il Tar ha ritenuto poi fondato anche l’ulteriore motivo di ricorso con cui la Provincia di Roma ha dedotto che il decreto ministeriale avrebbe violato la normativa comunitaria. Il decreto impugnato – si legge nella sentenza – è stato adottato in violazione delle norme comunitarie, nonché della norma nazionale di recepimento delle stesse, giacché «determina forfettariamente la maggiorazione per le classi di pedaggio, a prescindere peraltro dall’effettivo uso dell’infrastruttura».

“Con la sentenza di oggi – ha commentato Nicola – il Tar seppellisce definitivamente la volontà del Governo di introdurre i pedaggi sul Raccordo Anulare e ancora una volta dà ragione alla Provincia di Roma che si è subito opposta a questa tassa iniqua”.

“E’ stata una vittoria dei cittadini contro un grave sopruso – ha aggiunto – che avrebbe colpito in modo indiscriminato i lavoratori, il sistema delle imprese e gli studenti in un momento di grave crisi economica. Una tassa ingiusta, che abbiamo subito contrastato un anno fa con la massima fermezza rivolgendoci alla giustizia amministrativa. In questi mesi la nostra determinazione non è mai venuta meno e

ringrazio quanti, in particolare i circa cinquanta sindaci dei Comuni della provincia di Roma, hanno portato avanti insieme a noi questa battaglia in difesa del sacrosanto diritto dei cittadini di spostarsi senza dover subire tasse ingiuste imposte per far quadrare i conti dello Stato e con una volontà punitiva, in particolare, nei confronti di Roma e della sua area metropolitana”.


Tag: Blog
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