4 ottobre 2012 Il testo integrale del mio discorso La situazione di degrado morale a cui la destra ha ridotto la Regione Lazio crea sfiducia e rancore. Mi è stato proposto di dare vita a un progetto di speranza, partendo dalla rivoluzione della trasparenza, della partecipazione, della pulizia e del rigore. Bisogna cambiare tutto per fare piazza pulita del malaffare. Da oggi siamo al lavoro per tornare orgogliosi di essere cittadini di questa Regione e dell’Italia. Chiedo a tutte e a tutti di aiutarmi in questa missione

Oggi c’e’ una priorità assoluta che sarebbe un crimine sottovalutare ritagliandoci un ruolo da spettatori. E’ quella di fare piazza pulita del malaffare alla Regione Lazio e della situazione di degrado morale alla quale l’ha ridotta la destra. Non è descrivibile ciò che hanno saputo fare delle Istituzioni di un pezzo dello Stato che governa su un territorio grande e importante come la nostra regione.

Questo degrado sta provocando un’ emergenza democratica, crescono la sfiducia e il rancore verso la politica e le Istituzioni. C’è invece una domanda fortissima di partecipazione che viene dai cittadini di voglia di serietà e rigore. Il Lazio, e quanto è avvenuto, è diventato un caso nazionale che dobbiamo risolvere noi.

E’ fondamentale raccogliere e  rispondere a questo malessere. In questo momento è fondamentale ricostruire concretamente la speranza e questo passa per rendere visibile, vera e credibile un’altra buona politica. Altrimenti le risposte le daranno altri con spinte populiste.

La Regione è un ente importante fondamentale per la sanità, il lavoro, la formazione, lo sviluppo i trasporti cioè per la vita delle persone ed è inaccettabile che sia stata ridotta in questo stato scandaloso.

Ringrazio Enrico Gasbarra e con lui i tanti che, in maniera limpida e trasparente alla luce di queste considerazioni che sento totalmente anche mie, mi hanno proposto di provare a dare vita e guidare una coalizione per l’alternativa che da subito rilanci un progetto di speranza.

Che parta dalla rivoluzione della trasparenza, della partecipazione e della pulizia. Del rigore della gestione della cosa pubblica. Una rivoluzione che cambi tutto e non renda più possibile fare quello che è stato fatto.

Non si tratta solo di vincere le elezioni, cosa sempre complessa. Di sostituire alcuni con altri.

Ma di rifondare l’Istituto Regionale. Di aprire una fase costituente che imponga rigore e sobrietà. La drastica riduzione di enti e sotto enti. Di consigli di amministrazione e consulenti. Che ridia alla regione un ruolo legislativo, programmatorio e progettuale trasformando la sua identita’ attuale di baraccone di spesa. Che incoraggi la partecipazione, il controllo dei cittadini su tutti i servizi, in particolare la sanità.

Insisto su questo, perché il Lazio è il caso esplosivo venuto fuori. In tutta la sua volgarità e gravità. Ma io avverto che al di là dei casi giudiziari tragici e grotteschi c’è in generale una crisi dello Stato, della democrazia della rappresentanza. Siamo tutti seduti su una polveriera. Occorre riconquistare fiducia e speranza. E queste si ottengono con l’esempio e con i comportamenti, non con le chiacchiere e le promesse.

Ecco perché dico a tutti: il rigore e la sobrietà inizieranno da me stesso, dai miei collaboratori e dalla coalizione che deciderà di sostenermi.

Oggi questa è la scelta più difficile. Nella Regione Lazio bisogna ricostruire tutto. Politiche, ma anche regole e struttura. Una sfida radicale che richiede un impegno radicale.

Chiedo a tutti i cittadini di Roma e del Lazio di aiutarmi in questa missione.

Serve una Regione frequentata da politici al servizio della gente e non di loro stessi.

In questi momenti vanno tolte di mezzo le ambizioni personali. Diciamo spesso che bisogna riscoprire la funzione principale della politica che è di servizio al bene comune: io comincio da me dando il buon esempio.

Da oggi mi metterò al lavoro incontrando le forze sociali, associative e della società civile. Le forze politiche dell’opposizione alla Regione per ascoltare le loro idee, suggerimenti e proposte. Costruiamo una coalizione larga con un forte profilo civico fatta di persone, partiti, associazioni, movimenti. Riorganizziamo, rendiamo protagoniste e facciamo vincere le esperienze migliori della cultura laica e cattolica del nostro territorio.

La proposta mi è stata fatta giustamente nel nome dell’emergenza. Si voti al più presto. Torno a chiedere alla Presidente Polverini di garantire al più presto il diritto dei cittadini di votare e decidere chi li deve governare. Sicuramente anche lei è cosciente che è in gioco la credibilità delle Istituzioni .

Se la coalizione lo deciderà sono pronto e disponibile alle primarie; sicuramente per Roma, sia chiaro a tutti, decideranno le primarie del 20 gennaio in un percorso partecipato libero e trasparente con i cittadini.

Ora al lavoro per dimostrare che la buona politica esiste. Al lavoro per tornare ad essere orgogliosi di essere cittadini.

 


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