19 settembre 2017 Contro la violenza sulle donne: oltre l’indignazione, l’impegno Per fermare la violenza contro le donne in ogni sua forma, è necessario fare di più. Non basta l’indignazione: qui le dieci azioni più importanti che abbiamo messo in campo contro questo fenomeno odioso e che riguarda tutti noi

In Italia ogni giorno si registrano 11 casi di stupro, secondo la stima del ministero degli Interni sulle denunce presentate dalle vittime nei primi sette mesi del 2017. Solo a Roma, allo “Sportello Donna” dell’azienda ospedaliera San Camillo, è stato registrato nel 2016 un numero impressionante di casi: 366 accessi per violenza di genere, sia fisica, psicologica, sia economica e 16 accessi per violenza sessuale.

La legge più innovativa d’Italia contro la violenza. Il Lazio ha approvato una legge che rappresenta una grande vittoria contro ogni forma di sopruso, discriminazione e intolleranza. Grazie a questa legge abbiamo messo in campo 7 milioni di euro per un pacchetto di azioni specifiche contro la violenza, cui si aggiungono altri 2,7 milioni di euro per sostenere l’impegno di prefetture, forze dell’ordine, Municipi di Roma e Comuni sul tema della sicurezza.

Andiamo oltre l’indignazione. Per fermare la violenza contro le donne, non è sufficiente la nostra indignazione. Ognuno di noi deve fare la propria parte. Per questo oggi, chiamiamo a una grande mobilitazione culturale e civile tutto il territorio, dai singoli Comuni alle scuole.

Ecco le dieci azioni che stiamo portando avanti:

  1. nuove strutture per il contrasto alla violenza di genere grazie a 2,1 milioni di euro di finanziamento. Di questi, nello specifico:
  • 1 milione di euro per l’apertura di nuove strutture capaci di seguire e accogliere le donne vittime. Nello specifico: 8 nuovi centri antiviolenza (5 nella provincia di Roma uno in ciascuna provincia) e 3 Case rifugio a Rieti, Viterbo e Frosinone. Le strutture passeranno così da 14 a 25.
  • 1 milione di euro circa per finanziare i 3 centri antiviolenza della ex Provincia di Roma che rischiavano di chiudere. La Regione ha anche ridefinito i requisiti minimi dei Centri, delle Case rifugio e delle Case della semi autonomia, per garantire la massima qualità dei servizi.
  1. percorsi per l’autonomia delle donne vittime di violenza. Abbiamo previsto un bando pubblico suddiviso su tre annualità, rivolto agli organismi di terzo settore per avviare circa 200 percorsi annuali di formazione e di sostegno all’autonomia per vittime di violenza. La graduatoria del 2017 è pronta: sono stati finanziati i primi tre progetti che gestiranno in totale 80 percorsi di formazione.
  2. Rafforzare la rete anti-tratta grazie a 1,3 milioni di euro di finanziamento. Il progetto, che coinvolge 12 associazioni del territorio, è partito nel settembre 2016 e si concluderà il 28 febbraio 2018.
  3. progetti di prevenzione e contrasto alla violenza di genere grazie a 1,1 milioni di euro di finanziamento. Con il primo bando da 600mila euro sono stati finanziati 32 progetti, di cui 15 progetti sulla prevenzione nelle scuole, 12 progetti per le associazioni che si occupano di violenza sulle donne e 5 progetti sperimentali rivolti agli uomini. Per cercare di evitare il ripetersi delle violenze e degli abusi, abbiamo deciso di occuparci anche degli autori delle violenze.
  4. sostegno agli orfani delle vittime di femminicidio grazie a 400mila euro di finanziamento. Sono stati già erogati 160mila euro a favore di 16 ragazze e ragazzi. Con i restanti 240mila euro, sarà pubblicato un secondo avviso rivolto ai figli orfani fino a 29 anni d’età.
  5. la “valigia di salvataggio”. Insieme all’associazione Salvamamme abbiamo promosso “La valigia di salvataggio”, ossia un piccolo trolley con capi di vestiario e scarpe, che rappresenta un aiuto concreto nel momento drammatico della fuga.
  6. percorsi specifici nella rete della sanità. Abbiamo predisposto dei percorsi nelle strutture sanitarie con accessi dedicati e sportelli ad hoc, per assistere le donne non solo dal punto di vista medico, ma anche psicologico nella fase successiva al trauma.
  7. App 112 – Where are U. Grazie alla nuova app del numero unico di emergenza 112, è possibile contattare i soccorsi in modo veloce e immediato e in cinque diverse lingue. In modo automatico si viene geolocalizzati e, inoltre, grazie alla “chiamata silenziosa” si possono ricevere gli adeguati soccorsi anche nel caso in cui non fosse possibile parlare.
  8. sostegno a Comuni, prefetture e forze dell’ordine per una maggiore sicurezz Finanziamo due importanti iniziative per un totale di 2,7 milioni di euro sulla sicurezza urbana, nello specifico:
  • “Patto Lazio sicuro” finanziato con 800mila euro. Destiniamo 500mila euro alle Province e 300mila euro alla Capitale, da destinare a prefetture e forze dell’ordine per potenziare gli strumenti di contrasto alla criminalità, garantire la sicurezza sulle strade, sostenere le attività delle forze di polizia con un’attenzione particolare ai servizi del numero 112.
  • “Sicurezza in comune”. Inizialmente abbiamo previsto per il bando 1,1 milioni per poi passare a 1,9, per finanziare così un numero maggior di progetti. Nello specifico abbiamo previsto l’acquisto e l’installazione di strumenti tecnici per la sorveglianza degli spazi pubblici, per la realizzazione di sistemi di gestione delle informazioni e per la riqualificazione di aree degradate.
  1. Oltre l’indignazione, l’impegno. Un’iniziativa collettiva per coinvolgere e mobilitare studentesse, studenti, docenti e tutto il personale della scuola. Questo è il link di riferimento, in cui saranno raccolte tutte le proposte fino al 20 novembre. Il 25 novembre, ossia in occasione della Giornata internazionale contro la violenza, presenteremo i risultati di questa iniziativa. Per partecipare vai qui.

Questo nostro impegno è un atto di civiltà dovuto, per evitare che di fronte a questo ulteriore atto di violenza ci si limitasse all’indignazione o ad aspettare che le notizie dalla cronaca nera scomparissero.
Bisogna reagire e lo possiamo fare, perché ci sono politiche attive molto importanti di contrasto a questo fenomeno.  Ora è tempo di chiamare alla mobilitazione culturale, innanzitutto i giovani e il corpo docenti.

 

 

 


Tag: Blog
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