31 maggio 2011 In provincia è stato un successo

L’intervista a Nicola su ‘La Repubblica’

di GIOVANNA VITALE

«Quattro a zero e palla al centro». Straripa felicità da tutti i pori il presidente della Provincia Nicola Zingaretti. Al tavolo verde delle amministrative lui si è “seduto” (andando sue giù per mercati e piazze dell’hinterland romano), ha puntato (su un centrosinistra a geometria variabile ma comunque unito) e vinto: con un bel poker. Mentana, Ariccia, Pomezia e Genzano.

Contento presidente? «È un successo straordinario che corona quanto già avvenuto al primo turno: allora strappammo al centrodestra sette comuni, che oggi sono diventati otto. Inquadrato in un contesto più generale si può dire che la provincia di Roma ha contribuito alla vittoria nazionale, merito di candidati credibili e di una squadra che si è mossa con grande solidarietà».

Fa bene a parlare di squadra, visto che il Pd non è che sia stato determinante ovunque: in provincia, a Genzano, ha perso il vostro sindaco uscente e vinto il candidato Api-Rinfondazione; a Cassino, l’alleanza Pd-Udc non è neppure arrivata al ballottaggio e ha vinto l’asse Idv-Sel… «Il vero fatto politico è l’esito di Mentana, dove proprio l’alleanza con i centristi è risultata vincente in un comune governato dal centrodestra da dieci anni. E comunque, l’importante è il successo della coalizione: anche a Cassino, dopo il primo turno, i democratici hanno sostenuto senza esitazione il candidato dipietrista, si sono messi al servizio dell’intero centrosinistra. Il voto ci dice che è fondamentale uscire dagli schematismi e dare risposta alle speranze di un Paese che non ce la fa più, è stanco dell’egoismo e dell’individualismo e chiede finalmente altro».

Ma secondo lei qual è l’alleanza migliore? Il Pd vince se si allea al centro o con la sinistra? «In realtà vince sia se si allea con l’Udc sia se va con Sel, è questa la bella novità che ci viene da queste amministrative. Insieme a un altro dato da il Pd deve ripartire: la gran voglia di unità dell’elettorato, che è molto più avanti della nostra discussione politica, ha cioè cercato e trovato un’alternativa alla destra intorno a candidati che hanno una grande capacità di innovazione, come Milano e Napoli dimostrano».

Un esito tanto lusinghiero in Provincia di Roma sancisce l’inizio della sua “scalata” al Campidoglio? Ride Zingaretti. «La prego non mi faccia questa domanda. È sbagliato sempre personalizzare tutto. Il candidato migliore lo sceglieremo coinvolgendo tutta la città».

Proviamo in un altro modo: questo risultato può tirare la volata per riprendere il Comune di Roma? «Certamente è uno stimolo molto forte: a governare bene; a creare un progetto politico per il futuro di Roma; a selezionare con le primarie il candidato che ha più chance, attraverso un forte rapporto con la società che deve essere protagonista di questa fase di costruzione dell’alternativa».

Lei parla di primarie: di coalizione o solo del Pd? «Di tutti coloro che sceglieranno di stare dentro la sfida per il Campidoglio».

Il Pdl, anche a livello regionale, è a pezzi. Avrà ripercussioni sul governo del Lazio? «È innegabile che la frantumazione della classe dirigente locale, unita alle debolezza di Berlusconi, possa creare scenari imprevedibili. Ma attenti a non sottovalutare l’avversario».


Tag: Blog
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