26 luglio 2012 In ricordo di Rita Atria, a venti anni dalla scomparsa “Rita non t'immischiare, non fare fesserie" le aveva detto ripetutamente la madre, ma, Rita aveva incontrato Paolo Borsellino. Con il giudice si apre, parla, racconta fatti. Fa nomi. Il nostro ricordo di una ragazza che è per noi un esempio

Oggi ricordiamo Rita Atria, che se ne andava 20 anni fa. Una settimana dopo la strage di via d’Amelio, in cui perse la vita Paolo Borsellino, Rita si uccise a Roma, dove viveva in segreto, lanciandosi dal settimo piano.

“Rita non t’immischiare, non fare fesserie” le aveva detto ripetutamente la madre, ma, Rita aveva incontrato Paolo Borsellino. Con il giudice si apre, parla, racconta fatti. Fa nomi. Indica persone.

Rita Atria era nata da una famiglia mafiosa. A undici anni perde il padre Vito, mafioso della famiglia di Partanna. A 17 perde il fratello Nicola, entrambi uccisi in una guerra di mafia.

E’ solo un’adolescente quando fa la sua scelta e cerca nella magistratura giustizia per quegli omicidi. Inizia a raccontare tutto quello che sa a Paolo Borsellino, a cui si lega come a un padre.

Il suo è per noi un esempio ed è un dovere ricordarla. Lo abbiamo fatto durante “Il silenzio è mafia”, la serie di iniziative in ricordo di Falcone e Borsellino. E continuiamo a farlo oggi, a venti anni dalla sua scomparsa.


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