14 marzo 2017 Per gli infermieri del Lazio un nuovo percorso di crescita professionale Le promesse fatte sono state mantenute: per gli infermieri del Lazio nuove opportunità di crescita professionale per rendere sempre più innovativi i servizi alle persone

di Alessandro Sili, da Quotidiano sanità, 13 marzo 2017

Gentile Direttore,
Venerdì 10 marzo si è svolto presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata, il primo convegno annuale promosso e curato dal Comitato Infermieri Dirigenti (CID) del Lazio. Numerosi sono stati i partecipanti che hanno dibattuto su tematiche molto importanti per la gestione ottimale dei profili di cura e delle relative risorse umane da impiegare, nel convegno dal titolo “La determinazione del fabbisogno del personale attraverso la valutazione della complessità assistenziale: strumenti e metodi a confronto”.

Illustri relatori, come la Dott.ssa Annalisa Pennini direttore scientifico di Format Trento, il Prof. Renzo Zanotti dell’Università di Padova, il Dott. Bruno Cavaliere dell’Azienda San Martino di Genova, la Prof.ssa Stefania Di Mauro dell’Università Bicocca di Milano, il Dott. Fabio D’Agostino Dottore di Ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma e la Dott.ssa Laura Ferraioli dell’Azienda Ospedaliera di Lecco, hanno presenziato l’intera giornata portando il loro contributo scientifico maturato durante la prestigiosa carriera sviluppata nel corso degli anni.

La giornata si è aperta con i saluti della Presidente del Collegio IPASVI di Roma, che tra l’altro ha patrocinato l’evento, e con quelli del Direttore Generale del Policlinico Tor Vergata Dott.ssa Tiziana Frittelli, che non ha esitato a rimarcare il proprio riconoscimento delle ineludibili capacità manageriali dei professionisti infermieri.

Oggi, in occasione del primo convegno dell’anno promosso dal CID Lazio, per gli infermieri dirigenti della regione, è un giorno di rinascita professionale e di speranza per il futuro. Il CID Lazio, congratulandosi con tutta la giunta Zingaretti per questa storica svolta che la Regione sta dando alla Sanità Laziale, riconosce gli impegni assunti dalla Regione nel 2014, circa l’istituzione delle figure Dirigenziali Infermieristiche all’interno delle diverse aziende Laziali.

Si è concluso infatti il concorso per Dirigenti delle Professioni Sanitarie Infermieristiche bandito dall’Azienda Roma 6, che sta permettendo a tutte le Aziende Regionali di attingere dalla graduatoria ed assumere in ruolo, almeno un Dirigente per Azienda. Stiamo vivendo l’inizio di una nuova fase di sviluppo della riorganizzazione del sistema sanitario regionale, anche attraverso l’assunzione di numerosi professionisti sanitari, a cui da tempo non si assisteva, e siamo consapevoli che questi sono i giusti presupposti per un percorso di sviluppo di carriera  anche per gli infermieri della regione Lazio.

Se pensiamo, la nostra Regione già nel 2006, a seguito di un accordo con tutte le OO.SS. della dirigenza medica e sanitaria, ha cercato di attuare la legge 251/00 prevedendo la costituzione nelle Aziende Sanitarie dei servizi infermieristici, quali strutture dirigenziali, semplici o complesse a seconda le dimensioni delle stesse, e per i quali furono avviate le procedure di nomina dei dirigenti. Di ciò dobbiamo noi tutti essere orgogliosi, perché tale modello, nel corso di questi lunghi 10 anni, è stato fatto proprio in quasi tutte le regioni, dal Friuli alla Sicilia.

Oggi, una luce di speranza per la professione, si inizia ad intravedere. Non era più accettabile che un infermiere che di fatto esercitava funzioni dirigenziali ed aveva la responsabilità della gestione delle risorse, di orientamento e governo dei rapporti di lavoro, della gestione del rischio clinico, della progettazione, implementazione e governo dei processi assistenziali, della formazione, dell’analisi di bilancio e di budget, nonché dell’attivazione di strategie decisionali, lavorava senza il dovuto riconosciuto del proprio ruolo e delle proprie funzioni. Non era più ammissibile che gli infermieri del Lazio, dalle mille speranze avute negli anni 2000, continuavano a vivere di illusioni e promesse mai realizzate.

Siamo consapevoli che i ruoli dirigenziali degli infermieri, possano determinare l’auspicato cambiamento organizzativo e manageriale nei contesti di cura. Siamo altrettanto convinti che i Dirigenti Infermieri, attraverso il loro prezioso lavoro, possano e debbano rivendicare la dignità professionale che a volte, per carenza di risorse, viene a mancare tra molti colleghi che lavorano in condizioni inammissibili, precarie e senza alcuna prospettiva di miglioramento futura.

Devono essere proprio i Dirigenti delle Professioni Sanitarie che, nella quotidiana attività manageriale, non devono mai dimenticare la centralità del paziente, non devono mai perdere di vista la propria mission professionale e devono sempre adottare una condotta manageriale etica, degna di un infermiere.

Durante il Convegno è risultato fondamentale per i numerosissimi infermieri che si occupano di management ai diversi livelli, presenti in aula, dibattere su tematiche come le organizzazioni per intensità di cura, la complessità assistenziale, le metodologie ad oggi presenti per pianificare, misurare e valutare le attività di cura, nonché confrontarsi sugli applicativi per la determinazione del fabbisogno quali-quantitativo di personale.

Le tematiche discusse, hanno quindi permesso ai congressisti, di ampliare le proprie conoscenze, in un clima di risveglio professionale da anni atteso e nell’ottica di implementare modelli organizzativi innovativi, anche nelle strutture sanitarie della regione Lazio.

Pur manifestando gratitudine alle istituzioni per il traguardo raggiunto, il CID Lazio auspica comunque una rapida copertura dei posti vacanti per Dirigenti delle Professioni Sanitarie Infermieristiche in tutte le Aziende della regione, oltre al fatto di vedere presto bandire concorsi anche per le altre figure professionali tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

Il CID Lazio caldeggiando dapprima l’impiego di più figure dirigenziali nelle diverse Aziende nell’ambito del management, della clinica e della formazione, è certo che potrà presto assistere, anche nel Lazio, all’istituzione della figura del Direttore Socio Assistenziale, nominato alla stregua del Direttore Amministrativo e del Direttore Sanitario Aziendale, come già avviene in alcune regioni del nord Italia.


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