22 maggio 2017 Falcone e Borsellino: le stragi di 25 anni fa. Una giornata insieme per la lotta alle cosche 1992 - 2017: 25 anni dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio queste immagini provocano ancora rabbia e dolore. Ma ci dicono che la battaglia contro le mafie è ancora attuale. Per ricordare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, gli agenti delle loro scorte, tutte le persone che hanno lottato e perso la vita. E sopratutto per le nuove generazioni e per il loro futuro

di Nicola Zingaretti, La Repubblica, 22 maggio 2017
Sono passati 25 anni. Sentiamo ancora dolorosi i colpi che lo Stato democratico subì con le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Immagini drammatiche che resteranno per sempre impresse nei nostri occhi e nella nostra memoria. Gli assassini di Borsellino e Falcone e di tutti coloro che erano assieme loro, fanno parte di quegli eventi in cui ciascuno ricorda perfettamente dove fosse e cosa facesse, quando arrivò la notizia terribile. Dunque, memoria personale. Ma anche memoria collettiva, segno impresso sulla vita dell’intero Paese e di un’epoca. I nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, e quelli degli uomini delle loro scorte, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, legati dal comune impegno e dai valori che hanno testimoniato, ci affidano un compito importante.

Il compito di continuare una battaglia per la libertà e per la democrazia. La memoria di Falcone e di Borsellino comprende, per noi, anche la ribellione civile all’oppressione mafiosa che scaturì da quei drammatici giorni: una rivolta civile che da Palermo ha avuto un enorme sviluppo sia in termini investigativi che culturali e che arriva con forza fino ai nostri giorni e ci investe di un impegno inderogabile. Quindi, non solo memoria, rispetto, ricordo di uomini straordinari, ma impegno e corresponsabilità nella lotta alle mafie, che non può essere delegata solo alla preziosa azione di Magistratura e Forze di Polizia. Dal momento del nostro insediamento in Regione, anche attraverso il nostro Osservatorio alla Sicurezza e alla Legalità, abbiamo scalfito il muro della rimozione e della ritrosia a riconoscere che le mafie a Roma e nel Lazio sono presenti e fanno molti affari. Una verità questa spesso rimossa, o addirittura negata.

Le inchieste della magistratura e delle forze di polizia, ma anche il lavoro di tanti bravi giornalisti, hanno invece sempre più delineato uno scenario di gravi infiltrazioni in tante diverse parti del nostro tessuto socioeconomico: un’aggressione continua, e in molti casi violenta alla libertà e alla vita civile di una comunità, confermata anche dai nostri rapporti “Le Mafie nel Lazio” che pubblichiamo da due anni.

E in coerenza con il nostro impegno che abbiamo deciso di promuovere all’Ambra Jovinelli di Roma due grandi iniziative per domani. La mattina con 800 studenti delle scuole del Lazio “Palermo chiama Italia. Il Lazio c’è”. Il procuratore capo della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e il procuratore aggiunto Michele Prestipino ci racconteranno la strategia stragista di Cosa nostra del biennio 92/93 e le evoluzioni delle mafie in questi 25 anni. Sarà per noi, come cittadini e come istituzione, l’occasione per esprimere alla Procura di Roma e a tutte le forze di polizia il nostro sostegno e la nostra gratitudine per la loro fondamentale attività nella nostra regione. Protagonisti dell’evento serale, sempre all’Ambra Jovinelli, saranno la musica, le parole e le immagini dello spettacolo “Uomini Soli”. Per questa serata speciale lavoreranno insieme uno dei giornalisti più importanti antimafia, Attilio Bolzoni, uno dei più grandi violoncellisti e compositore di fama internazionale, Giovanni Sollima, con la regia di Cecilia Ligorio, la video maker Elisa Mancini. La lotta alla criminalità organizzata riguarda ciascuno di noi. Ognuno di noi attraverso il suo impegno civico può combattere questa battaglia. Il Lazio c’è e ci sarà sempre contro le mafie.


Tag: Blog
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