13 luglio 2015 Facciamo crescere le nostre imprese all’estero e portiamo il Lazio nel mondo Quando siamo arrivati c’erano zero euro sull’obiettivo internazionalizzazione: finalmente stiamo cambiando il segno di un punto debole storico della nostra Regione. Oggi presentiamo alcuni primi risultati di cosa significa investire sull’internazionalizzazione. E non ci fermiamo qui ma andiamo avanti

Secondo la Banca d’Italia, l’anno scorso nel Lazio le esportazioni sono state pari a 18,3 miliardi di euro, con una crescita del 3,4% rispetto al 2013, più della media nazionale del 2%. A fronte di questo però l’export nel Lazio ha rappresentato nel 2014 quasi il 10% del PIL regionale, un valore ancora basso rispetto al 30% medio registrato nelle regioni del nord.

Il nostro impegno per far crescere le imprese all’estero. Fin dal primo momento ci siamo messi al lavoro in modo concreto per far crescere le nostre imprese all’estero. Quando siamo arrivati c’erano zero euro sull’obiettivo internazionalizzazione: finalmente stiamo cambiando il segno di un punto debole storico della nostra Regione. Oggi presentiamo alcuni primi risultati di cosa vuol dire tutto questo, di cosa significa investire sull’internazionalizzazione.

Portiamo il Lazio nel mondo. La nostra Regione ha cambiato passo grazie a un sistema che ha lavorato insieme e con obiettivi comuni e che è fatto da soggetti istituzionali, imprenditori, partner stranieri, un sistema coeso, che fissa obiettivi comuni e si muove insieme per raggiungerli. Per me tutto questo rappresenta un grande valore e un fortissimo incoraggiamento ad andare avanti.

48 progetti per promuovere il sistema produttivo regionale. Abbiamo sostenuto due bandi rivolti alle imprese laziali per favorire percorsi di internazionalizzazione. L’iniziativa ha avuto una partecipazione grandissima che ha consentito la realizzazione di 48 progetti tutti di altissima qualità, che abbiamo finanziato per 5,1 milioni di euro e che produrranno 10,9 milioni di investimenti complessivi e permetteranno di coinvolgere in questo processo di internazionalizzazione 1330 imprese. Tutto questo riguarda 10 diversi settori produttivi , come l’agroindustria, l’audiovisivo e l’aerospazio, e saranno coinvolti ben 52 Paesi.

Oggi abbiamo presentato i risultati di questa iniziativa al viceministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, e a Riccardo Monti, presidente di Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane: si tratta di due interlocutori solidi con cui abbiamo lavorato in questi mesi cercando di integrare la nostra strategia di internazionalizzazione con le azioni e iniziative promosse dal mise e dall’Ice a livello nazionale. Il grandissimo lavoro comune che stiamo facendo con le forze produttive della nostra regione indica che ce la possiamo fare.

Ma non ci fermiamo qui. 3 nuove azioni. La sfida globale tra imprese e sistemi territoriali ci impone di andare avanti con la massima velocità. per questo, abbiamo già pianificato nuovi importanti investimenti e azioni coordinate:

1.Investiamo 35 milioni nei prossimi cinque anni di risorse POR FESR.  Già da ora sul portale web sono disponibili schede informative riguardo a come saranno bandite queste risorse.

2.Formiamo 20 giovani export manager under 32. Abbiamo avviato il primo Master Corce Lazio, che in collaborazione con l’ice, permetterà a questi giovani di formarsi e inserirsi in aziende manifatturiere e di servizi attraverso una borsa di studio per export manager.

3.La call for proposal della reindustrializzazione, la lanciamo il 20 luglio e permetterà una prima selezione dei progetti presentati dai territori. in particolare saranno premiati quelli in grado di intensificare l’apertura delle imprese coinvolte nei mercati globali e l’internazionalizzazione di prodotto e di processo, e  le aggregazioni e le reti per fare crescere le imprese nei mercati mondiali.
La nostra è una partita importante per l’intero Paese. Se ce la faremo qui nel Lazio, sappiamo che potremo dare un contributo importante per far ripartire l’Italia, rimettere un segno più sul Pil e riprenderci quel ruolo centrale che compete all’Italia in Europa e nel mondo.


Tag: Blog
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