13 ottobre 2015 Non mi candido a sindaco, il Lazio prova di buongoverno Il contributo che darò al centro sinistra sarà dimostrare che si può governare meglio aiutando la vita dei cittadini. Qui alla Regione Lazio, una regione oggettivamente complicata. Con umiltà e coraggio, dobbiamo rimboccarci le maniche, mettere in campo delle idee, un'alleanza utile per vincere ancora

di Mauro Evangelisti, il Messaggero, 13 ottobre 2015

Sembra di vedere lo stesso film della Regione Lazio. Nicola Zingaretti nel 2013 si candidò a governatore, perché, disse, c’era un’emergenza, dopo la caduta della giunta Polverini.

Va in onda la seconda edizione? Farà lo stesso ora per il Campidoglio? Sarà lui il candidato a sindaco? «No ribatte – al margine di una conferenza stampa sulla campagna di vaccinazione anti influenzale – io il 16 luglio del 2012 mi ero candidato a sindaco di Roma. Poi a settembre, di fronte alle vicenda note della Regione Lazio, il Partito democratico e il centrosinistra mi chiesero di cambiare e di affrontare quella che fu definita un’emergenza democratica. Non ci pensai due volte, rinunciai alla candidatura, a febbraio 2013 abbiamo vinto all’insegna del cambiamento e ora stiamo governando la Regione».

Appunto, magari a Zingaretti sarà chiesto il secondo sacrificio. «Penso che queste scelte si facciano una volta nella vita. E io l’ho già fatta. Ora penso sia giusto che parta un progetto di ricostruzione di una proposta di governo per Roma. Il mio contributo sarà dimostrare che quando vinciamo, poi governiamo bene. Per questo non ho inseguito i comunicati, la polemica politica. Il contributo che darò al centro sinistra sarà dimostrare che si può governare meglio aiutando la vita dei cittadini. Qui alla Regione Lazio, una regione oggettivamente complicata».

Ma in cosa ha sbagliato Marino? «Guardi, adesso è il momento di rimboccarsi le maniche e guardare al futuro. Ho telefonato a Ignazio venerdì, ovviamente per esprimergli la mia vicinanza, la mia amicizia, la mia solidarietà. La sua amarezza va compresa, visto il durissimo lavoro di questi anni e l’impegno profuso». Ora però il centrosinistra è atteso da un percorso complesso per trovare il candidato a sindaco. «Ma ci saranno le primarie – insiste Zingaretti -. Io penso molto bene delle primarie come scelta di coinvolgimento dei cittadini. Nel campo di forze del centro sinistra deve essere chiaro che questo è il tempo della responsabilità. Con umiltà e coraggio, dobbiamo rimboccarci le maniche, mettere in campo delle idee, un’alleanza utile per vincere ancora».

Il clima è rovente. «Ci sono state tante polemiche, anche molto dure. Ma ricordiamoci, e lo dico davvero a tutti, che dobbiamo difendere non tanto i nostri destini personali, ma i valori in cui crediamo. Bene, il Pd dovrà essere protagonista di questa nuova fase, che deve essere la ricostruzione di una alleanza la più ampia possibile, fatta di cittadini, in cui tutti si sentano protagonisti e non ospiti. Non se ne può più dei gruppetti, ma è tempo di ritrovare una dimensione collettiva della politica. Dobbiamo fare riparlare Roma».


Tag: Blog
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