24 marzo 2015 Il Lazio sulla strada del risanamento L’impegno per il risanamento del Lazio a partire dal lavoro per la riduzione del debito sanitario, la necessità di nuovi investimenti per favorire la crescita: Alessandra Sartore, assessore al bilancio, ha raccontato tutto questo in un’intervista al Sole 24 ore

di Roberto Turno, Il Sole 24 Ore, 24 marzo 2015

Seduta su un vulcano di debiti commerciali superiori a 12 miliardi, in aggiunta ad altri I l di debiti finanziari, la giunta Zingaretti nel Lazio sta tentando la più classica delle mission impossible. Con la mina della sanità che resta in cima a tutte le preoccupazioni. Con qualche successo, almeno sul piano del debito sull’assistenza si vedrà, anche se a esempio i pronto soccorso sono sempre in grave affanno e i cittadini pagano extra ticket ed extra addizionali. Ma i risultati cominciano a vedersi, a due anni esatti dall’insediamento della giunta.

Parola dell’assessore al Bilancio, Alessandra Sartore, dirigente del ministero dell’Economia «prestata» alla Regione. Che ora vede e tocca con mano dall’altra parte della barricata quanto difficile sia l’arte del governare sul territorio. E dura, è molto dura fare l’assessore al Bilancio e operare in una Regione di questi tempi. Ma la sfida si può affrontare», dice con pragmatismo. Assessore, dopo due anni di governo è tempo di bilanci, come è andata? Partivamo da una situazione con più di 12 miliardi di debiti commerciali, di cui 5,5 miliardi nel settore sanitario. Per non dire di altri 11 miliardi di debiti finanziari. Ebbene, a fine 2014, dopo due decreti legge e la nostra decisione di sfruttarne l’opportunità anche se con oneri finanziari, il debito sanitario è sceso a circa 2,5 miliardi di euro, con il pagamento di debiti pregressi per un totale di 8,4 miliardi di debiti (quelli fino al 2013) di cui 3,8 in sanità. Con un altro risultato: la riduzione drastica dei tempi di attesa per i pagamenti. Dai 253 giorni di giugno 2013 agli attuali 60, in linea con la media europea. Partivamo da una situazione proibitiva, ma abbiamo fatto un grandissimo sforzo.

Adesso quindi tutto a posto con i debiti in sanità? Ci sarà da pagare qualcosa, un centinaio di milioni per il passato. Stiamo facendo le verifiche di quanto è emerso successivamente. Sapremo presto come andrà al tavolo di verifica dei primi di aprile. Aspettiamo quel giudizio: io posso dire che abbiamo fatto passi da gigante. Certo la sanità del Lazio è da sempre una polveriera. Con sue caratteristiche tutte peculiari… Sicuramente. La sanità del Lazio mi rendo sempre più conto che ha delle particolarità e rapporti molto più complessi che in altre Regioni. Ma abbiamo affrontato tante partite delicate. Abbiamo messo le mani dentro il sistema e non  ci siamo avvicinati superficialmente ai problemi. E non solo per la sanità. Questo mi conforta.

Detto da Lei due viene dall’altra parte della barricata, il ministero dell’Economia… Diciamo che un bagno negli enti locali e territoriali serve quanto meno a completare e ad arricchire la complessità della visione delle amministrazioni locali. Scrivere le norme, come ho fatto per tanto tempo (15 anni), è una cosa. Altro è capire meglio sul campo, affrontandoli, i meccanismi di come si creano le patologie. E guardi che qui nel Lazio i debiti erano ormai una patologia.

Dottoressa Sartore, quanto costa nel Lazio ai cittadini il mutuo per i prestiti della sanità? Nel bilancio 2015 abbiamo postato per oneri di finanziamento dei prestiti una rata di ammortamento complessiva da 1,2 cold l’anno. Cento milioni al mese. Capisce solo da questo dato quale possa essere la difficoltà di trovare risorse indispensabili – per tutto il resto che non sia sanità. E non è poco, le assicuro.
Ma non si può pagare meno per oneri del maxi prestito? Abbiamo fatto un grosso lavoro sugli oneri di finanziamento, rinegoziando vecchi mutui. In questo momento di interessi bassi è chiaro che è meglio rinegoziare i prestiti. Ed è quello che stiamo facendo, anche con la Cassa depositi  e prestiti. Allungando un po’ i tempi, ma risparmiando parecchie decine di milioni. Certo, il debito era così elevato che anche a tassi di interesse più bassi la rata di ammortamento aggiuntiva è elevatissima. Stiamo facendo del nostro meglio.

La timida ripresa dell’economia non vi aiuta? Posso dirle che quando chiuderemo il consuntivo 2014 avremo un disavanzo, ma spostando un’elevata liquidità sul territorio. E questo è un dato importantissimo. I dati delle imposte indirette sono stati significativamente superiori nel Lazio, più che altrove, soprattutto per l’Ivo Segno che l’economia si muove. E per noi sarebbe una grossa boccata d’ossigeno e di sperarla.

Intanto cittadini e imprese pagano super ticket e super addizionali: fino a quando? Per i ticket, nella legge di stabilità regionale di quest’anno abbiamo inserito una delega per il riordino della compartecipazione, per renderla più equa e più agevole. Stiamo riscrivendo le regole su questo
punto. Poiché siamo in commissariamento, dobbiamo avere il via libera dal tavolo di verifica. Stiamo studiano in queste ore come ricalibrare i ticket.

E sulle addizionali? Proprio per via del pagamento dei debiti pregressi, abbiamo dovuto aumentare le addizionali. Ma nonostante ciò, sia per il 2014 che per il 2015 abbiamo previsto esenzioni fino a 35mila curo di reddito lordi l’anno. Inevitabile che pagheranno di più i redditi superiori. Intanto abbiamo fatto uno sforzo che alla Regione costa 200 milioni. Non è poco, ma il presidente è stato irremovibile. E adesso per la sanità arriva la mazzata della manovra 2014: 4 miliardi e altri 1,8 di vecchie eredità.

Quanto vale per il Lazio e come farete? Per il I agio vale 607 milioni l’anno per 4 anni. Speriamo che riprenda il Pil, come dicevamo. Mi auguro che sia vera la ripresa, che ci siano più possibilità per addolcire i tagli.

E dura… Siamo dentro una morsa difficilissima. Stiamo facendo salti mortali. Per non dire del problema delle Province. I problemi non finiscono mai.

Pronti, allora, a fare altri equilibrismi?
Cercheremo di fare del nostro meglio nelle situazioni date della finanza pubblica e dell’economia. Abbiamo concorso, come è giusto, al risanamento. L’importante adesso è che ripartano gli investimenti, che l’economia cresca. Che aumenti il Pil. Non possiamo fare il passo più lungo della gamba, ma se non investi non hai possibilità di crescita. Devi risanare, ma insieme anche cercare di investire. Le risorse Ue le abbiamo programmate al centimetro. Tra risorse ordinarie, europee. minor uso di quelle che non portano valore aggiunto, qualcosa bisogna inventare. Una cosa però è sicura: non staremo con le mani nelle mani. Faremo la nostra parte fino in fondo. Guardiamo avanti con pragmatismo.


Tag: Blog
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