22 agosto 2017 Non tradirò la fiducia dei terremotati: il lavoro a un anno dal sisma Un anno fa l'immagine spettrale di un paese che "non esisteva più". Oggi l'impegno a riportare la vita nei luoghi del sisma, anche "prima della ricostruzione". A dodici mesi dal terremoto - un bilancio pesantissimo di vite per il Lazio - il governatore Nicola Zingaretti ripercorre le primissime ore del dopo-scossa. Ma guarda anche al presente e alle speranze di un territorio straziato. È stato tra i primi ad arrivare sul posto, ricorda oggi con l'ANSA

L’intervista di Gabriele Santoro per l’Ansa, 22 agosto 2017

“A Corso Umberto, ad Amatrice. Ho visto un paese che avevo visitato qualche settimana prima non esistere più. Ricordo l’istante in cui ho capito che qualcosa era cambiato, anche nella mia vita:
l’impegno etico a non tradire la fiducia che un amministratore deve sentire sulle spalle. Ho trovato una grandissima forza, del sindaco ma anche dei cittadini. Delle “due Italie” è quella migliore, “perbene, che lavora” e che va rafforzata, mentre “va combattuta l’Italia ‘maledetta’, quella che ride al telefono perché qualcuno sente puzza d’affari”.

“I primi mesi sono stati “psicologicamente un dramma”, scossa dopo scossa “ricominciare le verifiche, i censimenti. Ma in quelle ore – aggiunge – abbiamo fatto una promessa: tornerete qui, negli stessi luoghi delle frazioni distrutte. La scelta più difficile, ma la più corretta. Ha significato costruire in montagna 33 villaggi su 50 totali, territori tutti da urbanizzare. Ma ce l’abbiamo fatta: sono già 511 le casette consegnate, oltre 600 a fine agosto. Poi aprire i negozi – prosegue Zingaretti – sono già 50 quelli consegnati, diventeranno 90, ma sono lì, dove le persone vivevano”.

Rimpianti rispetto al lavoro degli ultimi 12 mesi? Cose che si potevano fare meglio? “Quando ci si trova in queste condizioni -ammette il governatore – è un obbligo prendere dieci decisioni al minuto. Dire che sono tutte giuste sarebbe ipocrita, presuntuoso. Ci saranno state sicuramente scelte che poi valuteremo come non corrette, ma l’importante è essersele assunte e poter dire oggi ai primi 500 assegnatari: “vi avevamo promesso che si tornava, e ora stiamo tornando”.

Rimangono però ancora molte macerie, simbolo palpabile della morte: “Quelle sulle aree pubbliche sono state tolte all’80 per cento – afferma il governatore – Contiamo in poche settimane di riaprire anche il corso di Amatrice”.

La partita più delicata è su quelle private: “Tutte le gare sono attive: quelle macerie sono proprietà delle famiglie – sottolinea – i sindaci faranno le ordinanze, entro 15 giorni potranno fare osservazioni, daranno loro appuntamento. Si potrà, anzi, si dovrà assistere. I cittadini dovranno avere diritto a portare via i loro ricordi”.  A settembre verrà nominato un nuovo commissario, ma ciò che cambierà davvero è che “stiamo entrando in una fase nuova rispetto all’emergenza immediata. Ci dovrà essere moltissimo impegno da parte degli uffici comunali. Le ordinanze ora ci
sono, bisognerà decidere come e dove costruire”.

Le Regioni di fatto, dice il presidente del Lazio, già ci sono: “Hanno coordinato tutto, hanno fatto tutte le gare su qualsiasi argomento”.

E tra un anno come sarà Amatrice? “Penso e spero di trovare i primi cantieri della ricostruzione: già sono stati approvati i piani stralcio delle opere pubbliche, stiamo andando in gara per la progettazione dell’ospedale, dovremmo andare in gara per l’Alberghiero. Garantendo sempre la trasparenza”.


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
parajumpers outlet
buy AAA Replica Watches rolex watches datejust tag heuer replica