26 agosto 2012 La discarica a Monti dell’Ortaccio è un errore Non è vero che sono tutti uguali. Sui rifiuti la Provincia ha fatto il proprio dovere e nei Comuni del territorio c’è stata una rivoluzione ecologica che ha permesso l’estensione del porta a porta a un milione di persone. In un’intervista a Mauro Evangelisti sul Messaggero Nicola boccia la scelta di realizzare la discarica provvisoria a Monti dell'Ortaccio e ricorda: «dal 2008 avevamo proposto di incentivare il porta a porta a Roma, non è stato fatto. Qualcuno dovrebbe spiegare il perché»

Di Mauro Evangelisti, Il Messaggero, 26 agosto 2012

Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, futuro candidato a sindaco del centro sinistra, deve camminare su un terreno scivoloso in questa vicenda dei rifiuti, perché se ci sono colpe antiche, qualcosa c’entrerà pure il centro sinistra. E perché se con Alemanno dovrà scegliere, entro il 31 dicembre, il sito della discarica definitiva un dialogo con il suo futuro avversario lo deve obtorto collo aprire.

Cosa ne pensa della scelta del prefetto Goffredo Sottile?
«Un errore. Quella zona è altamente compromessa dal punto di vista ambientale. Se ci fosse stata una politica del ciclo dei rifiuti, si sarebbe potuto evitare. Lo dico a ragione veduta: perché non a San Francisco o in Svezia, ma nei comuni della provincia di Roma, In conferenza dei servizi i nostri dirigenti faranno una valutazione tecnica e approfondita del progetto con sindaci di centrodestra e centrosinistra, siamo riusciti a ottenere che la differenziata crescesse del 2300 per cento. Abbiamo finanziato 22 eco-centri e quattro impianti di compostaggio. Perché a Roma non è stato fatto? A settembre il porta a porta partirà anche a Nettuno, in pochi mesi anche a Civitavecchia e Fiumicino. Nel 2008 erano 25 mila, arriveremo a un milione di cittadini che fanno il porta a porta».

In conferenza dei servizi, se vorrete, potrete fermare il progetto di Monti dell’Ortaccio.
«In quella sede sarà valutato il progetto portato dal prefetto Sottile. I dirigenti esprimeranno un giudizio tecnico in base alla normativa. Non c’è dubbio: ci sarà una valutazione approfondita e seria di tutti i risvolti di questo progetto».

Perché si va all’assegnazione diretta prendendo un progetto presentato dall’avvocato Manlio Cerroni?
«Noi avevamo proposto una procedura molto differente, ma siamo stati inascoltati. Ora chi deve decidere si assumerà le sue responsabilità».

Ma anche la Provincia ha detto solo no a qualsiasi scelta.
«Non è vero. Dal 2008 chiediamo di attivare gli impianti di trattamento al massimo, perché l’Ama non lo ha fatto? Avevamo proposto di incentivare il porta a porta a Roma, non è stato fatto. E poi in via provvisoria, e solo per i rifiuti trattati, avevamo proposto di valutare piccoli siti come Pian dell’Olmo. Su una cosa il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha ragione: la discarica non è il primo problema se c’è una rivoluzione del ciclo dei rifiuti nella Capitale».

Perché, dopo che Sottile aveva detto «discarica provvisoria a Pian dell’Olmo», si è tornati a Monti dell’Ortaccio.
«Qualcuno si è tirato indietro. Come Provincia avevamo dato la disponibilità a verifica la congruità del sito. Erano tutti d’accordo, invece non si è dato seguito alla convocazione della conferenza dei servizi. Qualcuno dovrebbe spiegare il perché. Si è costituito un precedente grave per un diktat politico».

Sta parlando dell’area di Forza Italia che ha indotto Alemanno al no?
«Questo dovrebbe chiederlo a chi non ha convocato la conferenza dei servizi».

Presidente, il ciclo dei rifiuti a Roma paga ritardi evidenti. Però il centro sinistra ha governato la città prima con Rutelli, poi con Veltroni; e la Regione prima della Polverini. Le responsabilità andrebbero equamente divise.
«Questo è vero solo in parte. La situazione romana è differente da quella napoletana. Da noi gli impianti di trattamento esistono, perché in quella stagione politica si è investito molto sull’impiantistica: il problema è che non sono stati fatti funzionare. Se non sbaglio, addirittura, nel 2010 la Polverini fece un’ordinanza che imponeva il funzionamento dei tmb. Ma in Campidoglio non l’hanno attuata. Ancora una cosa: la Provincia non ha competenza nella gestione del ciclo dei rifiuti. Deve solo supportare i 120 comuni dell’hinterland. Su questo abbiamo fatto il nostro dovere e dirlo è importante, perché mi rifiuto che si affermi che siamo tutti uguali».

Entro il 31 dicembre Comune e Provincia devono indicare il sito perla discarica definitiva. Con la campagna elettorale alle porte è impossibile.
«No. Sono convinto che avendo ormai chiaro l’obiettivo ce la faremo, in un clima di leale collaborazione. Coinvolgendo anche la Regione».

Vi aspetta un’altra rivolta.
«Anche qui molto dipende dalla credibilità delle istituzioni: se non cambia il ciclo dei rifiuti e non si dimostra serietà, non esiste un angolo del pianeta disponibile. Nessuno accetta un patto con istituzioni non credibili. Dobbiamo dimostrare nei fatti che ospiterà rifiuti già trattati, quindi non inquinanti».

Intanto vince ancora Cerroni.
«Anche qui c’è una strana contraddizione: tutti sbraitano contro l’imprenditore che fa i soldi con la gestione dei rifiuti, poi nessun comune o soggetto pubblico accetta con serenità di gestire piccole quantità di rifiuti trattati. Che farebbero la ricchezza di quel territorio».


Tag: Blog
Per partecipare alla discussione sulle ultime attività seguimi su Facebook Se vuoi essere aggiornato sulle notizie più importanti iscriviti alla newsletter.
PUOI LEGGERE ANCHE
parajumpers outlet